il mio lavoro ha valore - tigre - Isabel Colombo

Non è un hobby. È il mio lavoro.

Come spesso insegno ai miei clienti, il blog e i social servono anche a fare cultura, a educare il pubblico rispetto a ciò che fai e al valore profondo della tua attività, che magari viene data per scontata.

Ed è proprio questo che voglio fare io oggi con questo post, per amore della mia professionalità e di me stessa 🙂

In questi giorni nei miei workshop e anche nei libri che sto leggendo si parla del tema della rabbia e dell’importanza di esprimerla e usarla creativamente… e capita a FAGIUOLO, dato che è proprio l’emozione che sento ultimamente dentro di me.

Così mi sono detta: “Sti cazzi! Riconosco la rabbia in me e la uso per scrivere un post! Al diavolo l’aplomb intellettualoide inglese che spesso mi contraddistingue..” Questo però non sarà un “post rabbioso”, quanto una dichiarazione assertiva rispetto al valore che merito di darmi per l’attività che svolgo.

hai ragione meryl streep

In questo momento di “restauro” della mia professione, mi ritrovo nella stessa situazione di tante persone che cominciano (o ri-cominciano) da zero e sentono la difficoltà di far capire che ciò che offrono NON sono energie che “avanzano” nel tempo libero, bensì il frutto di un lavoro studiato, preparato, arricchito di esperienza, capacità e sensibilità, uniche e originali.

Le due situazioni che mettono più in difficoltà

Mi capitano molti clienti che hanno la stessa difficoltà (questo post è scritto anche per loro) e ho notato che questo accade in due casi specifici:

  • quando trasformi in professione qualcosa che ami, che prima era “solo” una tua passione e che magari utilizza il gioco, elementi creativi e attività ludiche come strumenti di lavoro
  • quando l’attività in questione riguarda qualcosa che la gente fa (o crede di fare) tutti i giorni, magari con scarsa attenzione: tipo, parlare con un’altra persona e sfogarsi (…se vogliamo ridurla davvero ai minimi termini!)

Il problema vero, come spesso accade, è che non è “colpa” degli altri, se non passa il valore di ciò che fai. E non è nemmeno totalmente colpa tua, a dire il vero: non puoi controllare i filtri percettivi, i preconcetti di un altro, quindi non potrai mai sapere con certezza cosa pensa, cosa gli arriva e perché ha quella percezione.

Ciò di cui puoi renderti conto e su cui puoi agire, invece, è la chiarezza del messaggio e la fermezza rispetto al valore che offri.

Gli altri ti danno il valore che tu permetti loro di darti.

Questo preconcetto della “passione che si trasforma in professione” (e che spesso viene sminuita anche dagli altri professionisti e colleghi) e dell’attività data per scontata perché “la si fa tutti i giorni in qualche modo” o, al contrario, si può anche farne a meno, ovviamente mi tocca personalmente.

Occuparsi di crescita personale e sostegno allo sviluppo interiore e spirituale viene valutato ancora poco. TROPPO poco.

Eppure è ciò che dà senso alla tua vita. Ciò che ti fa svoltare, che ti libera, che ti sprona ad andare oltre, a crescere. Magari usando un linguaggio e delle tecniche intuitive o divertenti, che proprio per questo ti permettono di scendere in profondità, ma con la delicatezza, l’attenzione e la sacralità che questi momenti richiedono.

Una chiacchiera fra amici?

Noto che parlare di crescita personale viene ancora spesso confuso con una “chiacchiera fra amici”. Gli amici sono importanti, ci mancherebbe! Ma approcciare un tema delicato da amico è un discorso, approcciarlo da professionista, con una struttura e delle conoscenze specifiche, è proprio un’altra cosa. Un amico può essere troppo coinvolto e magari poco preparato a sostenere un impatto di un certo genere. Può essere distratto, parziale, magari giudicante, anche se in buona fede.

sono una così buona amica..

E una cosa cui non si pensa mai è che in quel momento si sta prendendo il carico della tua emotività, che non ha per forza richiesto e che a volte può essere dirompente, specie se protratta nel tempo.

Ho visto tante persone scaricare addosso agli amici le proprie questioni personali. L’ho fatto io stessa in certe fasi della mia vita e a volte casco ancora nel tranello. Ma ho visto anche quanto può essere invalidante per un rapporto personale. Un amico può sostenerti in un certo momento particolare, ma nessuno dei due ne trae beneficio, se il rapporto si cristallizza a uno scarico reciproco di frustrazione.

Domande importanti

Ed è qua, che comincia il mio dialogo interiore, quando mi faccio domande sul mio valore, in modo tanto vulnerabile quanto umano e realistico. È qua, che voglio fare anche a te alcune domande, se magari sei anche tu fra quelli che ancora non riescono a dare il giusto valore a un professionista che si occupa di crescita personale:

  • quante esperienze, relazioni, situazioni stai perdendo nella tua vita, o vivendo in maniera insoddisfacente, perché non sai dove andare a guardare e non ti sei mai dato la possibilità matura di andare oltre e concederti ciò che meriti?
  • con quante persone nella tua cerchia puoi davvero parlare di tutto, esporti con tutte le tue emozioni, sentimenti, paure, blocchi, senza sentirti giudicato, bensì accolto, con un rimando che sia davvero oggettivo, profondo, allargato, d’aiuto alla tua evoluzione?
  • quanta energia psichica sta investendo una persona che ascolta e risponde ai quesiti interiori che magari ti porti dentro da tempo e sono quindi fortemente caricati emotivamente (e come tali vanno adeguatamente “smaltiti”)?
  • quante persone riescono a mettere a tua disposizione la stessa competenza, esperienza, sensibilità personale, che ha la persona di fronte a te?
  • quante persone con lo stesso livello di competenza (o magari superiore) si approcciano alle tue domande esattamente come la persona che hai di fronte, con lo stesso cuore ed entusiasmo, con la vibrazione derivante da una passione vera e sentita?

 

Queste sono domande che ti faccio. Che mi faccio. Che si fanno probabilmente tutte le persone che, come me, lavorano nello stesso ambito o svolgono un’attività professionale che deriva da un talento proprio, da una vocazione sentita profondamente e per questo, a volte, poco “spiegabile” con il solo uso dell’emisfero cerebrale sinistro. L’emozione se ne fa un baffo delle parole ordinate.

Questo è il mio valore.

Sto ri-cominciando da capo, ma con decine di persone ascoltate e supportate, percorsi personali sofferti e gioiti, formazione appassionata in cui più conosco, più mi si spalanca un nuovo mondo da conoscere. E allo stesso tempo, un viaggio di ritorno all’essenza delle cose.

Una voce vuole la mia attenzione e si fa sempre più forte dentro di me: non è “solo” un hobby. È il tuo lavoro. Un lavoro di valore, che fai molto bene e fa stare molto bene. Un lavoro che può cambiare la vita alle persone. Che ha già cambiato quella di alcune persone. Non sminuirlo e non permettere che venga sminuito, nemmeno un giorno di più.

(Se vuoi comprendere meglio in che modo si sta evolvendo la mia attività, leggi qua)

photo credit: GEORGE DESIPRIS via Pexels


Isabel Colombo Comunicazione dal Cuore

Sono Isabel Colombo, 11 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione e una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”, insegnando alle persone a esprimersi autenticamente. Allo stesso tempo, sostengo la crescita personale e spirituale di chiunque abbia voglia di fare un “viaggio dentro di sé” alla ricerca di una consapevolezza matura, accompagnandolo in questa avventura e condividendo ciò che ho sperimentato personalmente per più di 10 anni nei miei percorsi individuali e formativi.  Leggi altro su di me >>

Carpe diem: agire prima di sapere.
La seconda azione da fare per cambiare le cose

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4 Comments
  • Ylenia
    Posted at 12:03h, 25 maggio Rispondi

    Ci sarebbe così tanto da dire a riguardo. …. prendiamoci un caffè insieme e parliamone!

    • Isabel Colombo
      Posted at 13:42h, 27 maggio Rispondi

      Volentieri Ylenia, quando sei in zona dimmelo che organizziamo per il caffè ;)!

  • Silvia Pozzi
    Posted at 14:49h, 25 maggio Rispondi

    Condivido e faccio il tifo per te! La responsabilità, che si coniuga al privilegio di poter seguire la propria spinta interione, mi ha portato a diventare Professional Counselor a 44 anni. Sto prendendo una seconda laurea in psicologia dopo una in scienze politiche e due master. E per dirla con Erikson, la speranza è credere nella possibilità di realizzare i nostri desideri.

    • Isabel Colombo
      Posted at 13:41h, 27 maggio Rispondi

      Grande Silvia! Ammiro molto le tue scelte e la tua determinazione! Non c’è mai un’età per seguire le proprie aspirazioni 🙂

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