Comunicare coi sensi: l’udito.

È passato un po’ di tempo da quando avevo cominciato a scrivere le numerose opportunità che i sensi ci offrono, per comunicare bene con i nostri potenziali clienti e fare marketing di se stessi.

Prima avevo parlato del tatto, il mio senso preferito, per poi spostarmi all’olfatto, un senso che può aiutarti a comunicare rapidamente e anche più in profondità.

Sarà che preparare un corso di comunicazione per Introversi ha iniziato a farmi muovere le rotelle per inventare modi creativi di comunicare, senza usare le parole, sarà che una mia deliziosa cliente adora la musica rock (e i Depeche Mode in particolare), mi è tornato in mente il meraviglioso mondo dei sensi e stavolta mi sono concentrata su di lui: l’udito.

Un mondo senza suoni?

Ho la fortuna di avere un udito che funziona (abbastanza) bene e di poter ascoltare la mia musica preferita ogni giorno e rilassarmi con i rumori della natura, per dire due fra le cose cui non vorrei mai rinunciare.

Il suono evoca emozioni molto intense: il grido di terrore di un film horror ha il potere di farti venire la tachicardia prima ancora di capire cos’è successo nella scena, così come una risata contagiosa può evocare gioia e divertimento (ho un’amica che appena comincia a ridere mi attacca la ridarola, prima ancora di aggiungere altro…. e niente, ci troviamo piegate in due solo per la sua risata contagiosa).

Hai mai provato a guardare un film togliendo l’audio? A volte lo faccio (mi diverto con poco) e mi fa davvero strano vedere come tutti i sentimenti provati guardando il film fino a un secondo prima svaniscano… anzi, a volte gli attori mi sembrano così buffi e finti, senza colonna sonora e senza sentire quello che dicono!

In quanti modi allora si può sfruttare l’udito, per comunicare ancora meglio e aggiungere un po’ di sentimento alla propria attività professionale?

Questi sono quelli che ti suggerisco io… ma via libera alla fantasia :)!

1. Il sottofondo musicale durante gli appuntamenti

Ebbbbasta con ‘sti appuntamenti noiosi e a volte imbarazzati! Perché nei ristoranti e alle feste mettono della musica di sottofondo? Semplicemente per creare l’atmosfera e stimolare la convivialità e l’interazione. A seconda del tipo di musica scelto, si può creare un ambiente rilassato, divertente, riflessivo. E allora perché non sfruttare la musica anche per sciogliere il ghiaccio negli appuntamenti con i tuoi clienti e indirizzarli verso lo stato d’animo più adatto al tipo di relazione che vuoi intrattenere e al tuo Brand?

A me per esempio piace creare un ambiente accogliente dove le persone si sentano a proprio agio. Per questo spesso scelgo di mettere della musica acustica di sottofondo, che tranquillizzi qualsiasi animo e dia un senso di comfort e assoluta libertà d’espressione.

2. Le citazioni musicali nei post

Alcune persone, come la deliziosa cliente da cui mi è venuto lo spunto per questo post, sono dei veri patiti musicali. Infarcisono le conversazioni con frasi di millemila canzoni (facendomi per altro sentire davvero ignorante) o prendendo spunto da un’emozione evocata dall’ascolto del loro brano preferito.

Se sei anche tu un fanatico della musica o, più semplicemente, ti piace ascoltarla, perché non inserisci nei tuoi post qualche frase dei brani musicali che ti stanno più a cuore? Puoi dare al tuo post il titolo di una canzone, oppure puoi far corrispondere al post un brano particolare, citandolo all’inizio o alla fine o suggerendo l’ascolto durante la lettura.

Qua si tratta più di giocare con l’immaginazione e le emozioni evocate da una certa musica o dal testo di una canzone, perché anche le parole sono suoni. Pur se non le pronunci davvero, comunque lo fai mentalmente e il suono di quella parola riecheggia dentro di te. E questo ci porta al prossimo punto.

3. Usa le parole giuste

Alcune parole sono più adatte di altre a suscitare sentimenti positivi rispetto ad altre.

Per esempio, perchè secondo te nei menù scrivono “Vellutata morbida di ceci pregiati e conservati in una profumata marinatura di erbe aromatiche e rosmarino toscano con croccanti bocconcini di pane abbrustolito e fatto riposare 24 ore” invece di scrivere “Sbobba di ceci con rosmarino e pane secco”?? Beh, perchè ovviamente l’effetto è totalmente diverso! Sto dicendo la stessa cosa, ma nel primo caso sembra un piatto prelibato dal costo esorbitante, nel secondo sembrano gli avanzi della cucina di fronte!

Ecco perchè usare le parole giuste non è scontato…. e perché servono i copywriter per creare dei testi come Dio comanda.

Ma puoi anche farti, molto semplicemente, l’elenco di alcune parole che rievocano sentimenti di un certo tipo, per tenerle a portata di mano quando devi scrivere una mail o parlare con un cliente e non vuoi farti cogliere impreparato, usando una parola che magari vuol dire la stessa cosa.. ma suscita il sentimento sbagliato!

4. Rivolgiti alla persona che hai di fronte usando il suo nome proprio.

Hai mai sentito questa affermazione: “Il nome di una persona è il suono più dolce che possa sentire?”

In effetti è proprio così: quando ti rivolgi a una persona chiamandola per nome, si crea immediatamente un legame tra te e lei. Questo perchè usare il suo nome denota che fai attenzione a lei e al suo essere individuale e sei attento alle parole che dice. La persona si sente quindi ascoltata, accolta, riconosciuta. Usando il suo nome, stai riconoscendo la sua importanza, il fatto che esiste, che è lì con te e sei concentrato su di lei.

5. Il tono della voce

Se le parole sono simbolicamente potenti, che dire del tono della tua voce?

Perché per esempio vorremmo affogare chi ha la vocina stridula e staremmo invece ad ascoltare per ore una calda voce che magari dice esattamente la stessa cosa?

Ora, non è che ti proponga un intervento alle corde vocali.. ciascuno ha la voce che ha! Però possiamo modularla: possiamo per esempio mantenere un “volume” basso e lento se vogliamo tranquillizzare il nostro interlocutore o fargli capire che non vogliamo litigare, così come possiamo usare un tono più squillante per svegliare un gruppo di lavoro o incitare una persona, rallegrarla o coinvolgerla in qualcosa di divertente.

A me capita spesso, ultimamente, di evitare i conflitti abbassando di un tono il volume della voce. Cerco di essere assertiva e dire ciò che comunque tengo ad esprimere, ma per farlo rallento il ritmo della frase e la mia voce diventa più bassa. Questo è un segnale per l’altra persona che non  sto cercando rogne, ma sto semplicemente portando il mio punto di vista per trovare una soluzione che soddisfi entrambi.

Funziona? Di solito, sì. Altre volte, beh, non c’è voce baritonale che tenga :D!

Che ne dici? Pensi che possano funzionare anche per te questi suggerimenti? Scegline uno, provalo per una settimana…… e nota cosa cambia!


Questo mese ti propongo:

Branding di se stessi - Ritrovare la femminilità - corso online - BitterSweet Comunicazione dal Cuore


Isabel Colombo Comunicazione dal Cuore

Sono Isabel Colombo, una laurea in Scienze della Comunicazione e 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione.

E una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach.. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma!

Hai paura di volare?
Amore o paura: cosa scegli?

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