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7 cose che dici.. senza spiccicare una parola

Il fascino del linguaggio non verbale

Sono sempre stata affascinata dal linguaggio non verbale e paraverbale: mi perdo spesso a osservare la persona che ho di fronte, il timbro della sua voce, il cambio repentino di tonalità, le espressioni facciali che la contraddistinguono e i movimenti più o meno inconsapevoli che incorniciano quello che dice.

È evidente che, da bravi esseri umani, siamo in grado di comunicare molto di più con ciò che NON diciamo, rispetto alle parole che ci escono di bocca, che hanno comunque un proprio potere.

E questo accade in tempi velocissimi: basta pensare alla famosa prima impressione, che inevitabilmente ci fa esprimere un giudizio a pelle su chi abbiamo di fronte, influenzando poi il resto della conversazione con quella persona.

A volte, il giudizio è negativo e il povero malcapitato non riesce a togliersi di dosso il nostro “bollo di disapprovazione”, perché magari il suo modo di porsi ci fa venire in mente una persona o una situazione simile che ci ha messi a disagio. O semplicemente, è molto diverso dal nostro.

Giudichiamo gli altri attraverso i nostri filtri

Questa è una verità che dobbiamo senz’altro tenere in considerazione, in qualsiasi situazione in cui abbiamo a che fare con le persone: il giudizio è sempre filtrato, sia quando siamo noi a giudicare, sia quando veniamo “giudicati”.

Ti avevo già raccontato questo aneddoto? Qualche mese fa ho seguito un corso in Giochi Psicologici (bellissimo!!); il primo esercizio che il conduttore ci ha fatto fare è stato quello di scrivere la prima impressione che avevamo avuto rispetto alle altre persone del gruppo, una per una, terminando poi con l’impressione che pensavamo di aver dato noi agli altri.

In parole povere: tutti abbiamo scritto cosa pensavamo degli altri e anche cosa immaginavamo che gli altri pensassero di noi.

Alla fine dell’esercizio, il conduttore leggeva il nome della persona di cui erano state scritte le impressioni, mantenendo l’anonimato di chi le aveva scritte. La sorpresa, per me, è stato vedere come gli altri avessero avuto su di me impressioni molto più positive di quelle che io stessa mi ero data.

In pratica, mi ero “auto-giudicata” molto più aspramente, probabilmente filtrata dalla mia necessità di sentirmi impeccabile ma non perfettina, estroversa ma non troppo, aperta ma non invadente ecc. ecc. Gli altri, invece, vedevano altro in me, filtrati dalla propria esperienza personale, molto diversa dalla mia…. e anche molto più benevola :D!

7 messaggi che invii senza accorgerti

Se non è di certo possibile prevedere con quale filtro gli altri ci valutino, dato che ciascuno ha il suo personale, possiamo sicuramente fare un minimo di attenzione ai segnali che lanciamo con il nostro atteggiamento, i movimenti e le espressioni, nel momento in cui incontriamo una persona per la prima volta. Eccone 7 molto interessanti, tradotti dall’articolo di Larry Kim su Inc.com:

1 | “Benvenuto”

Joe Navarro, veterano dell’FBI ed esperto di analisi del comportamento, sostiene che quando vediamo qualcuno che ci piace molto “le nostre sopracciglia si inarcano, i muscoli facciali si rilassano e le braccia diventano più flessibili (addirittura si estendono), in modo da poter accogliere quella persona”.

2 | “Sono piuttosto inaffidabile”

Questo non è sicuramente qualcosa che vuoi esprimere, ma essere in ritardo può far passare il messaggio che sei inaffidabile e non dai valore al tempo di chi aspetta (ehm….sull’arrivare puntuale ci ho dovuto lavorare parecchio anch’io…. under construction! )

3 | “Abbiamo qualcosa in comune”

O anche no. Siamo attratte da persone che pensiamo essere come noi. Secondo la psicologa Valerie White “le persone rispondono bene, quando si usa il loro stesso approccio.” Un suggerimento è provare a riprodurre lo stesso linguaggio corporeo della persona con cui stai parlando, per creare relazione immediata. (personalmente mi accade di farlo senza accorgermene, dopo un po’ che sto conversando con quella persona… l’inconscio e le sue meraviglie)

4 | “Sono insicuro o non sto dicendo la verità”

Navarro ha imparato a osservare le spalle di migliaia di intervistati, in quanto coloro che mancano di sicurezza o che stanno dicendo una bugia alzano leggermente o lentamente una spalla.

5 | “Sono felice di essere qui con te”

Alcuni ricercatori tedeschi hanno osservato alcuni violinisti durante i loro concerti, notando come un semplice cenno di riconoscimento con la testa verso il pubblico, prima di iniziare a suonare, lasciasse nell’audience un’impressione favorevole, che perdurava per tutta la performance. Magari non devi fare un concerto, ma partecipare a una riunione con il sorriso e un cenno di saluto agli altri partecipanti ti può far iniziare con il piede giusto.

6 | “Magari sto cercando di ingannarti”

Si pensa erroneamente che una persona che non dice la verità cerchi di evitare il contatto visivo. in realtà, lo psicologo Ronald E. Riggio sostiene che i bugiardi potrebbero anche cercare maggiormente il contatto visivo, tentando di sostenere lo sguardo molto più a lungo di qualcuno che dice la verità. In pratica, esasperano il contatto visivo proprio nel tentativo di apparire sinceri. Il contatto visivo va bene, ma attenzione a non esagerare, altrimenti metti a disagio l’altra persona, creando dubbi sulla tua sincerità.

7 | “Ho io il controllo”

Gli psicologi Dana Carney, Amy Cuddy ed Andy Yap hanno osservato che le “posizioni di potere” danno alle persone una maggior sensazione di confidenza. Mantenere quindi una di queste posizioni per almeno due minuti aumenta il testosterone e diminuisce il cortisolo, l’ormone dello stress.

Alcuni esempi? Per esempio, appoggiare le mani al tavolo sporgendoti leggermente in avanti quando sei alle battute finali di un accordo, oppure allungare in modo rilassato gambe e piedi sotto la scrivania e mettere le mani dietro la testa mentre ti appoggi allo schienale della sedia, quando fai brainstorming o discuti di un’idea… oppure piantare bene i piedi per terra a larghezza bacino, mentre parli in piedi con una persona.

Queste sono solo alcuni spunti, ti accorgerai però che alcune “pose” ti vengono naturali, nei momenti in cui sei rilassato e a tuo agio. Facci caso e prova a usare quelle stesse pose anche quando ti senti più agitato e sotto pressione, per acquisire maggior fiducia e dare al tuo corpo l’idea di essere già in un momento in cui va tutto bene.

 

Tu che ne dici? Ti sei mai accorto di questi segnali (mandati o ricevuti)?

È sicuramente affascinante notare che il comportamento degli esseri umani si ripete, in determinate situazioni, creando un vero codice a se stante, che tutti possiamo imparare a gestire e interpretare.

Il mio suggerimento è comunque quello di non limitare il tuo giudizio a quello che puoi leggere sui libri… o che hai letto in questo articolo.

L’essere umano è talmente complesso e ciascuno ha esperienze e “accenti” così diversi, che è sempre bene tenere mente e cuore aperti, considerando ciascuna persona come un universo originale.

Ricorda inoltre che il tuo filtro personale e anche le condizioni dell’ambiente possono cambiare -anche di molto- il significato che puoi attribuire a un certo tipo di segnale: chissà se la persona che hai di fronte incrocia le braccia in segno di difesa… o semplicemente perché ha freddo 🙂

 


E adesso..

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Isabel Colombo Comunicazione dal Cuore

Sono Isabel Colombo, 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione e una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach.. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma!

Virilità e vulnerabilità: quando gli uomini indossano una maschera.

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