intuito: ritrovarlo con gli insegnamenti del mio cane

Ritrovare l’intuito: 12 insegnamenti del mio cane

Io e Pistacchio (se non lo conosci, ecco una sua fotografia qui), ultimamente ci siamo dati alla pazza gioia: ho iniziato a prendere l’abitudine di portarlo spesso nei boschi, dove posso lasciarlo libero di scorazzare.

Ogni tanto qualcuno mi chiede se lo adotterei di nuovo, potendo tornare indietro; e sai, la risposta non è ovvia: a volte rispondo con un bel sì deciso, altre in cui dico chiaramente che non lo rifarei, con il senno di poi.

Ci sono stati momenti in cui davvero, non sapevo più cosa fare con lui.. e non perché sia un cane disobbediente o maleducato, ma semplicemente perché è pieno di energia, a volte incontenibile e fisicamente impegnativa, tipica di un giovane maschio che vuole giocare tutto il giorno, strattona il guinzaglio per correre dappertutto e (per fortuna non succede quasi più) si azzuffa con altri maschi.

In poche parole, mi sono trovata di fronte a un piccolo “remind” che anch’io, da qualche parte, avevo un “lato selvaggio” che voleva esprimersi con tutta la sua energia…

E in effetti, è proprio grazie a questa convivenza con il mio peloso compare a quattro zampe che sono rientrata in contatto con un aspetto antico, intuitivo, che forse mi mancava un po’, prima che lui entrasse nella mia vita.

Il lato selvaggio è dentro ciascuno di noi, solo che spesso non lo sentiamo, sommerso dalle mille distrazioni della vita di tutti i giorni. Perdiamo la sua voce, fino a quando qualcosa ci obbliga in qualche modo a tornare a scoprirlo: di solito è un evento particolarmente importante, a volte destabilizzante, che ci induce a ritornare alle origini, all’essenzialità, per scoprire cosa davvero ci appartiene e cosa no.

Cos’è l’intuito

È anche grazie a Pistacchio se il mio legame con l’intuito si sta piano piano ricostruendo.

Cos’è l’intuito? In un libro che sto leggendo, “L’arte di far succedere le cose” di Daniel Lumera, ho trovato una definizione che mi piace moltissimo:

“Intuire” è sapere, senza sapere come si fa a sapere.

Ti è mai capitato? Sai che devi prendere quella strada anche se non hai idea del perché, oppure hai la sensazione che ti chiamerà quella persona, prima ancora che accada… l’intuito serve nella vita di tutti i giorni, come agli animali serve a fiutare i pericoli, trovare un corso d’acqua per bere ecc.

A dirla tutta, l’intuito è spesso molto chiaro rispetto al prossimo passo da fare; non ci obbliga mai a fare qualcosa, non ci urla contro, ma il suo segnale arriva forte, se la strada è libera da interferenze. Io credo che ci indichi la strada migliore per crescere ed evolvere in quel momento.

Di solito è quella verso cui siamo portati naturalmente, quella che ci riempie di entusiasmo ogni volta che ci pensiamo, che ci espande anziché comprimerci. Poi cosa c’è dopo che abbiamo scelto di andare da quella parte è tutto da scoprire… non è detto che sia la strada più semplice o quella che ci creerà meno problemi, ma è sicuramente quella che fa per noi rispetto a ciò che ci serve imparare.

12 cose che ho imparato dal mio cane

Pistacchio è un gran maestro. O per lo meno, una guida in questo mondo dell’intuito. Mi costringe a stare sotto il cielo stellato a -5° in inverno, a girare per i boschi addentrandomi in sentieri sconosciuti, a gestire o esprimere gli impulsi, a fidarmi. Di lui e di me.

Queste sono 12 lezioni che sto imparando, grazie a lui. Spero che servano anche a te per ritrovare il tuo intuito e usarlo nella vita di tutto i giorni e nel tuo modo di esprimerti 🙂

1 | Riscopri la curiosità.

Pistacchio è molto curioso, annusa qualsiasi pista, si infila in tutti gli anfratti che reputa interessanti, corre a salutare qualsiasi persona, nuova o conosciuta. Riscoprire l’interesse per le situazioni, le persone, gli oggetti che ci capitano sotto le mani… la meraviglia nel vedere una piccola cosa sotto una luce diversa, la magia di leggere un libro per la seconda volta e scoprire che c’erano tanti dettagli che non avevi notato… apriti alla curiosità e all’inaspettato. Hai un mondo nuovo davanti agli occhi, ogni giorno.

2 | Esplora l’ignoto.

Fatti guidare dal tuo “fiuto” e sperimenta nuove vie, deviazioni, strade alternative. Ascolta attentamente da cosa vieni attratto naturalmente e prova ad incamminarti su quel sentiero. Può essere che scoprirai qualcosa di cui non vorrai più fare a meno o sarà solo un’avventura che ti insegnerà qualcosa. Può essere che non troverai nulla di che, ma qualsiasi strada va bene. Qualsiasi. A volte abbiamo bisogno di andare da una parte, solo per capire che in realtà volevamo andare dall’altra. Sperimenta!

3 | Fidati di te.

Quando l’intuito ci indica una direzione, non sempre gli crediamo. A volte pensiamo di esserci sbagliati (a me capita spesso!) oppure siamo sicuri che vorremmo andare di lì… però non ci andiamo, per vari motivi. Quello che sto imparando è che

l’intuito non indica tanto la destinazione, quanto la direzione.

Non è detto che la strada che ci suggerisce sia effettivamente dove finiremo la corsa, però potrebbe essere una via di passaggio. Fidati di ciò che senti importante per te e delle vie che l’intuito ti indica per imparare le lezioni di cui hai bisogno.

4 | Fidati di chi ti accompagna.

Pistacchio si fida ciecamente di me. Anche quando vuole fare di testa sua :-P…. ma è sempre attento a dove sono, cosa gli indico, cosa gli chiedo. E io ho imparato a fidarmi di lui. Quando siamo in passeggiata e lo lascio libero, so che non si allontanerà troppo e risponderà al mio richiamo. So che è un gran coccolone e se si avvicina alle persone è per salutarle gioiosamente e che è in grado di imparare, nel momento in cui sono disponibile a insegnargli. Mi fido anche quando nel bosco vuole prendere un sentiero diverso… ogni tanto lo seguo, per vedere dove mi porta 😉

5 | Fidati dei segnali.

Ho imparato a leggere quando Pistacchio abbaia in modo aggressivo o quando lo fa solo per attirare l’attenzione, quando è stanco, annoiato, nervoso.. all’inizio non lo sapevo fare, ma ho “lasciato alla natura” e al tempo il compito di insegnarmi a distinguere i segnali. Inoltre, camminare nella natura ma anche per strada, mi aiuta a osservare e ascoltare.

È un continuo allenamento a decifrare i segnali, del cane e dell’ambiente, per scegliere la direzione da prendere. Certo, non sempre è facile capire il messaggio… e sto cercando di imparare a cogliere ciò che arriva anche se non sono in grado di comprenderlo immediatamente. Mica semplice :)…

6 | Medita attraverso la natura.

L’ultima uscita con lui di solito è verso mezzanotte. Ed è quando mi ritrovo a bocca aperta davanti a un cielo stellato infinito che improvvisamente scompare qualsiasi pensiero, qualsiasi problema, qualsiasi “attaccamento” inutile: è come se la mente si svuotasse in tempo zero e in quel momento, semplicemente, SONO.

Non ho bisogno d’altro, mi sento a casa, sento che qualche “intelligenza” più grande si prende cura di me e che c’è un filo invisibile che davvero ci unisce tutti. Sono sicura che anche tu hai provato la stessa cosa, almeno una volta nella vita, davanti a qualche spettacolo naturale. Crea più occasioni di questo genere. Se non sai meditare, fallo attraverso la natura e fallo spesso. Abbiamo un grande Maestro a disposizione e ancora gli chiediamo di insegnarci troppo poco.

7 | Prenditi spazio e tempo solo per te.

Il lato selvaggio ha bisogno di spazio e tempo per esprimersi. Ha bisogno che lasci andare tutto il resto e che tu decida consapevolmente di farlo. Quando vado in passeggiata, spesso lascio il telefono a casa, cerco di portarmi meno distrazioni e “pesi” possibili. Siamo io e il mio cane e in quel momento solo per noi cerco di imparare da lui il più possibile rispetto allo “stato brado”.

8 | Poni dei confini al tuo “Spazio Sacro”.

In un altro libro che sto leggendo, “Le Tredici Madri Clan delle Origini”, viene usata questa definizione per indicare lo Spazio proprio di ciascun essere vivente, definito “Sacro” perché va rispettato e nessuno dovrebbe entrare in quello dell’altro senza chiedere permesso.

All’inizio in casa è stato difficile con Pistacchio: non ero abituata ad avere un altro essere vivente intorno e sentivo che il mio spazio era stato un po’ invaso. Mi seguiva dappertutto, teneva d’occhio ogni mio singolo movimento… a un certo punto stavo dando fuori di matto e ho dovuto porre dei confini: la zona notte, il bagno e lo studio dovevano diventare off limits per lui!

Allo stesso modo, ho imparato che i cani non hanno sempre voglia di essere coccolati, accarezzati, pastrugnati. Anche loro hanno il loro Spazio Sacro da rispettare. Ed è all’interno di questo spazio che si trova il nucleo, la centratura, ciò che ci permette di avere chiara la nostra identità e coltivare le nostre intuizioni.

9| Libera e liberati.

Una delle prime cose che l’educatore cinofilo mi ha detto quando gli ho portato Pistacchio è stata:

“Quando lo porti in passeggiata, slegalo e lascialo libero il più possibile.”

Ma come!! pensavo io. Se lo lascio libero, questo scappa e non torna più! E la soluzione invece sta proprio lì: più lasci libero un cane, più torna da te. Più il tuo lato selvaggio si sente in grado di esplorare, esprimersi, correre, respirare la libertà, più sa che non deve avere timore di te e del fatto che lo voglia ingabbiare. Da qui si crea anche la fiducia: lui sa che lo lasci libero di scorazzare, tu sai che lo ritroverai e riprenderete insieme la via di casa.

10| Sporcati le mani

Addio disturbi ossessivo-compulsivi! Con un cane in casa non puoi mica fare troppo il perfettino schifiltoso. Hai peli da tutte le parti, appena pulisci devi già pulire di nuovo… lo lavi e lui si inzacchera in tempo zero rotolandosi nel prato. Per dimostrarti il suo affetto, ti dà una zampata sui pantaloni (sporcandoli) o ti riempie la faccia di saliva…. non fare quella faccia disgustata! Perché se all’inizio stai attento a tutto quanto e ti metti le mani nei capelli, alla fine ti rassegni a sporcarti anche tu.

Ed è la cosa più bella del mondo, perchè in quel momento non ti importa più della macchia sul vestito, della faccia lavata dalla sua incontenibile felicità o della terra che ti porta in casa. In quel momento finalmente torni a sentire anche tu il divertimento quando guardi lui che si rotola nell’erba, senti la gioia incredibile quando ti salta addosso e le macchie in giro ti fanno quasi tenerezza.

Riesci a distinguere ciò che davvero conta da ciò che è solo facciata. Torni all’essenzialità e all’espressione più vera e autentica di te e delle tue origini. Torni a ululare alla luna. 

11 | Ascolta le necessità, tue e dell’altro

Avere un cane non significa semplicemente imporgli la tua volontà. È un gioco sottile tra usare la fermezza quando serve e restare in ascolto delle sue necessità. Quando un cane può sfogarsi e viene “ascoltato”, non ha motivo di avere un problema comportamentale e la convivenza con lui diventa una relazione vera e propria. Certo, ci vuole fatica, pazienza e allenamento per interpretare le sue esigenze e farle quadrare con le tue, ma è un bell’esercizio di comunicazione che lascia entrambi soddisfatti e gratificati… la stessa cosa che accade fra esseri umani in situazioni di conflitto 🙂

12 | Ama, incondizionatamente.

Si pensa spesso che ad amare incondizionatamente siano solo gli animali. E i bambini. Ma la verità è che siamo tutti in grado di amare incondizionatamente. Anzi, l’amore È incondizionato, altrimenti non è amore, ma qualcos’altro.

Certo, un cane può aiutarti a capire meglio questo concetto: non ti tiene il broncio, non ti rinfaccia le cose, non ti ama solo se fai quella cosa per lui. Ti ama per ciò che sei e non ti vorrebbe diverso. Ma, diciamolo, è facile per un cane o per un bambino, che dipendono totalmente da te e non hanno fatto i conti con le sovrastrutture e le paranoie mentali di un bipede adulto.

Più difficile è ritrovare questo amore incondizionato quando diventa una scelta. E non la scelta di amare “nonostante qualcosa” o “lasciando correre” o “facendo finta che”, bensì la scelta di toglierci di dosso tutti gli strati che hanno incrostato la nostra capacità di dare e ricevere in modo naturale, bidirezionale, senza attaccarci a rimorsi e rimpianti infiniti, giochi tipo “Cerca il colpevole”, strumentalizzazioni per ottenere qualcosa o PER PAURA DI. Non amiamo una persona per paura di perdere qualcosa, la amiamo… perché è la cosa più naturale del mondo! E perché in lei ci vediamo rispecchiati, con tutti i nostri pregi e le nostre vulnerabilità.

Mi vengono in mente decine di lezioni insegnate dal mio cane ogni giorno, ma mi fermo se no non finisco più! Qual è il punto che ti ha colpito di più e su cui vorresti lavorare anche tu?

 


Isabel Colombo Comunicazione dal Cuore

Sono Isabel Colombo, 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione e una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach (almeno, non ancora).. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma! Leggi di più su di me

Il cliente ha sempre ragione?
Cos'è il coraggio

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2 Comments
  • valentina pacitti
    Posted at 16:51h, 25 gennaio Rispondi

    Che bel post Isabel! Sono davvero tutti consigli utilissimi ed è incredibile come siano emersi dalla relazione con Pistacchio! Complimenti! 🙂

    • Isabel Colombo
      Posted at 13:37h, 30 gennaio Rispondi

      Grazie Valentina!! Ebbene sì, nemmeno io pensavo che Pistacchio mi avrebbe insegnato così tanto….eppure è proprio così! Ed è successo senza che me ne accorgessi :)………. per non parlare di tutto quello che non ho scritto per non farla diventare una Divina Commedia eheheheh Gli animali e la natura in genere sono davvero grandi Maestri nell’arte della Comunicazione 🙂

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