Intervista a Martina De Nardi LinkedIn

Intervista a Martina De Nardi, esperta LinkedIn

Ciao!! Oggi ho il grandissimo piacere di farvi leggere la mia intervista a Martina De Nardi, esperta LinkedIn che ho conosciuto – ovviamente – su LinkedIn e una delle mie “guru” preferite con cui ho imparato a usare questo magnifico social.

(Stavo pensando che sto conoscendo un sacco di gente interessante su LinkedIn… poi dicono che non serve ;)…)

In questa intervista, Martina racconta un sacco di “cosucce” che fanno decisamente riflettere su quanto questo strumento, anche se ancora sottovalutato, possa servire in ambito business. Ma noi continueremo la nostra battaglia! E andremo avanti a diffondere il verbo (yeeeea)…

Ecco l’intervista a Martina! In tutto il suo splendore.

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Ciao Martina! Hai deciso di specializzarti su LinkedIn. Ma.. perché proprio LinkedIn?

Ciao Isabel, è un piacere essere ospite nel tuo blog.

Dunque, se devo essere sincera, ho iniziato a scoprire LinkedIn poco più di un anno fa, da quando insomma ho aperto partita iva e iniziato a lavorare come libera professionista. Mi incuriosiva perché si trattava di un social di cui pochi parlavano, non c’erano molte guide o post interessanti online che spiegavano come usarlo.

Così ho iniziato a capirci di più e ogni cosa nuova che imparavo su LinkedIn diventava il pretesto perfetto per un nuovo articolo sul mio blog. Dopo qualche tempo mi sono accorta che gli articoli che parlavano di questo social avevano visualizzazioni e condivisioni molto elevate, così ho continuato su questa strada.

Il risultato? Ho imparato ad usarlo e a farne lo strumento di lavoro più importante per me, ed ho aiutato molte persone ad approfondirlo e a capire come sfruttarlo per i propri obiettivi di business…..attraverso le pagine del blog!

C’è chi dice che LinkedIn ‘non funziona’. Da cosa dipende questa credenza, secondo te?

Quando ho iniziato a conoscerlo bene hanno iniziato ad arrivare anche le prime richieste di consulenza per imparare ad usarlo. Ma sai qual è il problema in Italia? Manca una cultura digitale fatta come si deve: si sentono ancora cose del tipo “Esiste l’esperto professionista? Fai fare a lui le cose sui social e sul sito, altrimenti che lo pago a fare?”.

In realtà le cose sono molto diverse, soprattutto per un social professionale che basa tutta la comunicazione sui profili personali. Ciò vuol dire che non possiamo considerarlo né come il CV pubblico, né come l’alter ego di Facebook, ma piuttosto come l’espressione completa della nostra professionalità.

Lavorare sul profilo e fare networking sono le due cose che più contano su questo social. Tutto il resto è noia, e appunto, “NON funziona”.

Tu hai un calendario per gestire tutto? Come ti organizzi di solito e hai qualche suggerimento per chi ‘non ce la fa a stare dietro a tutto’?

Abbiamo tutti quanti solo 24 ore a disposizione, per cui l’unica cosa che posso dire in merito a questa domanda è: organizzazione e priorità.

Se hai compreso le funzionalità dello strumento e vuoi investire su te stesso per ottenere clienti migliori che pagano per la tua professionalità e non soltanto guardando quanto sei economico, allora il tempo lo trovi. 

Per quanto mi riguarda l’aggiornamento quotidiano dei miei canali social è una delle prime cose che faccio quando mi metto davanti al pc. Di mio non ho una programmazione specifica o un calendario editoriale, molto spesso recupero articoli di vecchia data ma ancora molto validi, generando comunque ottimo traffico.

Tra le funzionalità, quale pensi sia la più utile o comunque quella su cui consigli di prestare più attenzione?

Concentratevi sul vostro profilo! Partite da quello prima di tutto, è inutile lavorare sul network di contatti se poi gli mostriamo un profilo trascurato, poco chiaro, senza informazioni di contatti e senza alcun valore.

Per completare il profilo LinkedIn  mette  a disposizione molti elementi da poter inserire, dalle esperienze lavorative ai corsi di formazione, dai progetti seguiti alle onorificenze ricevute. Sfruttate tutto questo per emergere come persone uniche nel proprio genere.

LinkedIn è un social professionale. Ma vuol dire che tutti usano un linguaggio formale e un po’ ” ingessato”? C’è secondo te spazio per comunicare ‘dal cuore’ ed esprimersi liberamente? Se sì, raccontami un tuo episodio in cui hai potuto comunicare davvero te stessa e LinkedIn ti ha aiutata a trasmettere questa cosa.

Comunicazione dal cuore 4 ever Isa!! Anche su LinkedIn.

Ti basta leggere il mio profilo Linkedin, che tanto ingessato non è. Il linguaggio da usare deve essere il nostro, quello che utilizziamo quotidianamente nel lavoro e con i clienti. La maggior parte delle persone scrive sul suo profilo frasi orribili del tipo “impiegato presso Azienda X” oppure “ingegnere”; per non parlare delle foto profilo, alcune sono inguardabili.

Ora, quando esci da casa la mattina quale abbigliamento utilizzi? Quale espressione del viso hai? Quale messaggio stai cercando di trasmettere agli altri? Lo stesso vale per LinkedIn, non possiamo prenderlo come una cosa a sé stante, ma piuttosto come la parte social professionale di noi stessi. Cambia tutto, anche la comunicazione, che così facendo viene dal cuore.

Spazio dunque ai contenuti di qualità e ai nostri interessi professionali, da eliminare invece le foto e i video dei gattini o le immagini poco consone e adatte più ad un pubblico come quello di Facebook, legato appunto alla sfera personale.

Insomma, impariamo a fare del sano Personal Branding per emergere!

La nuova chat LinkedIn. Ti piace :)? È utile secondo te?

Si, sono sincera, mi piace. All’inizio non l’apprezzavo, troppa confusione; adesso invece la trovo più pratica, in quanto le conversazioni sono organizzate per persona, così se non ti ricordi quali messaggi hai scambiato con qualcuno, basta che cerchi il suo nome.

Utilissima anche la Tab Relationship, di cui ho parlato qui: http://martinadenardi.it/come-funziona-la-tab-relationship-su-linkedin/

Anch’essa infatti è una delle funzionalità migliori di LinkedIn, perché non solo ti permette di scriverti degli appunti riguardo un profilo, ma puoi vedere i vecchi messaggi che hai scambiato con lui.

Cos’ha LinkedIn in più di altri social, tipo Facebook?

Per un professionista diventa indispensabile separare le due realtà: LinkedIn è il social dove trovo contatti utili, potenziali clienti, potenziali partner per la mia attività. Creo insomma un network professionale di un certo tipo, che può aiutarmi a crescere come professionista prima di tutto, ma anche come persona. Il rapporto che si crea con le persone all’interno della piattaforma è molto più stretto che su Facebook, e le intenzioni sono ovviamente differenti.

Facebook va bene per la sfera personale, dove condividere interessi di tutti i tipi, non soltanto professionali. Insomma, non siamo solo lavoro!

Cos’ha LinkedIn in più? Un tasso di conversione 3 volte maggiore quando si parla di lead generation. Molti preventivi riesco a chiuderli grazie al rapporto che ho instaurato con il potenziale cliente all’interno della piattaforma.

Altra cosa: su LinkedIn il brand aziendale conta molto meno rispetto al profilo della persona.

Cos’ha LinkedIn in meno di altri social, tipo Facebook?

Dipende sempre dagli obiettivi che hai.

Nessuno dei due ha qualcosa in meno o qualcosa in più secondo me. Come ho scritto nella domanda precedente, a livello professionale LinkedIn ha maggiori vantaggi, ma probabilmente se avessi un e-commerce preferirei investire tempo e risorse su Facebook, e dunque per me questo social avrebbe un valore più elevato rispetto a LinkedIn.

C’è una funzionalità un po’ nascosta, che però si è rivelata essere una ‘figata pazzesca’?

Pulse per pubblicare contenuti personalizzati dal profilo. L’idea di poter creare un blog interno alla piattaforma si è rivelata davvero una figata per me, anche se adesso l’ho un pochino abbandonata 🙂

Altra cosa: la possibilità di rispondere alle richieste di collegamento senza doverle per forza accettare. Questo purtroppo lo sanno e lo sfruttano in pochi, ma in realtà è lo strumento migliore per filtrare tutte le richieste e instaurare le giuste relazioni professionali.

C’è chi dice di non riuscire a trovare il proprio target su LinkedIn, perché in Italia è ancora poco usato, specialmente in certi settori. Come vedi il futuro di questo social nel nostro Paese? C’è speranza che le persone comincino a usarlo di più (e come si deve)?

Lo spero tanto anch’io…. Mi rendo conto che su alcuni settori è un social poco usato, e dunque per tanti ha poco interesse. Ma piano piano vedo che molti lo utilizzano, e sono fiduciosa per il futuro.

Dobbiamo iniziare a guardare avanti, ad esplorarlo questo benedetto web, non è possibile sentire ancora persone che ti chiedono “ma cos’è ‘sto LinkedIn?”, oppure “a cosa mi serve un sito responsive?”… Purtroppo sono frasi con cui convivo giorno dopo giorno e la mia mission rimane sempre la stessa: favorire una cultura digitale sana, fatta “con il cuore”, esattamente come fai anche tu Isabel.
Un passetto alla volta unito a tanta passione, cambieremo il mondo 🙂

Sìììì, cambiamolo questo mondo :)! A presto Martina!

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Intervista a Martina De NardiMartina De Nardi, freelance di lavoro, blogger di passione. E’ entrata a far parte del magico mondo del web marketing, e da lì non ne è ancora uscita. Personal Branding, LinkedIn e Inbound Marketing sono diventati il suo pane quotidiano e le hanno permesso di diventare una professionista qualificata, con ancora tanto da imparare, ma con tantissima voglia di crescere.

www.martinadenardi.it

Serve davvero anche a te un sito web?
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