intelligenza emotiva al lavoro

Intelligenza Emotiva: le emozioni ti aiutano ad avere successo

Il discorso sull’Intelligenza Emotiva è saltato fuori di recente con un mio amico: gli stavo raccontando della bislacca conversazione avvenuta con una persona che non aveva compreso l’intenzione di una battuta, finendo per irritarsi e terminare la discussione in malo modo.

“L’intelligenza emotiva è una dote rara”, ha concluso il mio amico alla fine del racconto. E mi sa che ha ragione. Tanto che in uno studio recente di TalentSmart su milioni di profili raccolti, dagli impiegati ai CEO, è stato constatato come più si è in alto nella scala della carriera lavorativa, più scende il QE (Quoziente Emotivo).

In pratica: i CEO hanno tendenzialmente un QE più basso di altre persone con posizioni “inferiori”. Come mai accade questo?

Intelligenza emotiva: cos’è e a cosa serve

In soldoni, per Intelligenza Emotiva s’intende la capacità di riconoscere e usare le proprie e altrui emozioni per interagire in maniera consapevole e raggiungere obiettivi comuni.

Ora, puoi già iniziare a intuire come una qualità di questo tipo sia importante per poter lavorare in un team, capire e prevedere le reazioni rispetto a una determinata situazione e agire di conseguenza. Non si tratta di classiche competenze che acquisisci facendo un corso, ma di mettere in campo e sviluppare una particolare sensibilità nei confronti del tuo mondo interiore e dell’ambiente. In poche parole, occorre ascoltare (…mi sembra che ne abbiamo già parlato quelle 10-20 volte, giusto?:)) , riconoscere ciò che stai ascoltando e adattarti, nel senso di usare la flessibilità necessaria per re-agire rispetto a ciò che hai percepito.

In tal senso, è facile capire perchè i manager o comunque coloro che hanno la diretta responsabilità di un gruppo di lavoro tengano maggiormente “allenato” il proprio QE; viceversa, più il ruolo diventa alto, meno si ha a che fare con le persone, più si atrofizza il QE.

“Il QE ha sostituito i vecchi criteri per misurare l´intelligenza (QI). La valutazione della vera intelligenza si basa oggi sui sentimenti; è l´intelligenza che parte dal cuore e sostiene la mente che, da sola, non saprebbe varcare i limiti del proprio pragmatismo.” (P. Gray)*

 

Le persone più performanti sono quelle con un alto QE

Il 90% delle persone con le migliori performance ha un alto Quoziente Emotivo. E il Quoziente Emotivo è responsabile del 58% della tua performance lavorativa.

Non male vero?

Il fatto è che più alto è il tuo ruolo, meno interazioni significative hai con il tuo staff e meno comprendi come anche le tue stesse emozioni influenzino l’ambiente e la performance.

Come fare, quindi, a tenere allenato il proprio Quoziente Emotivo, indipendentemente dal tipo di ruolo che ricopri?

Intelligenza Emotiva in azienda

Fonte: Travis Bradberry – TalentSmart

6 suggerimenti per allenare il proprio QE

Ecco quello che propone Travis Bradberry, autore di “Emotional Intelligence 2.0” e del post da cui ho preso spunto:

1| Riconosci i sentimenti degli altri

Gli Executive assertivi e orientati all’azione fanno in modo che le emozioni non pregiudichino l’azione, pur riconoscendole e tenendole in considerazione.

In che modo? Innanzitutto, accorgendosi se qualcuno ha bisogno di esprimere qualche forte emozione. Non fanno finta di niente, al contrario cercano di dare il giusto spazio e si mostrano empatici. In questo modo, le altre persone si sentono comprese e sono in grado di passare oltre più velocemente.

 

2| Osserva le tue emozioni come un falco

Non si tratta solo degli altri, si tratta anche di te. La cosa più difficile è infatti capire come le tue emozioni impattino sugli altri e riconoscere che hai giocato un ruolo importante nella creazione di una situazione difficile.

Quindi, fai pratica con le tue emozioni, nel momento in cui compaiono. Non fare finta di niente, piuttosto osservale, guarda come creano i tuoi pensieri, come influenzano le tue stesse azioni e i tuoi comportamenti, cambiando anche la percezione che hai della realtà e degli altri.

Alla fine, tutti i giudizi che abbiamo sono filtrati dai nostri sentimenti e dalle nostre esperienze pregresse.

 

3| Evita il rancore

Le emozioni negative che derivano dal rancore sono una reazione allo stress. Il solo pensare all’evento crea nel tuo corpo una serie di reazioni chimiche che ti mettono in stato di allerta, nel famoso meccanismo “fight-or-flight”, che tradotto risulta qualcosa tipo “combatti o prendi il volo”.

Questo meccanismo però funziona solo a scopo di sopravvivenza, se ci troviamo di fronte a un reale pericolo per la nostra vita. Se questa reazione invece si prolunga nel tempo, crea uno squilibrio molto forte nel nostro organismo, che può danneggiare la salute fisica e psichica. (Tra l’altro, sto leggendo di questo argomento proprio nel libro “Cambia l’abitudine di essere te stesso”, di Joe Dispenza….. super consigliato!!)

 

4| Dormi

Ok, questo lo puoi capire in pieno quando soffri di insonnia (presente!): la mancanza di sonno ha ripercussioni sul controllo di sè, l’attenzione, la memoria, le relazioni, la personalità. E, ovviamente, sull’Intelligenza Emotiva.

Spesso chi ha incarichi di una certa responsabilità pensa di non avere tempo per dormire, perché deve avere tutto sotto controllo. In realtà, proprio la privazione di sonno è ciò che impedisce di tenere tutto sotto controllo. Impressionante, vero ;-P?

 

5| Elimina le “vocette negative” dentro di te

Inquietante…..brrrrrrr! Sarà che è appena passato Halloween, le vocette negative mi fanno venire i brividi :D…. e dovrebbero farli venire anche a te, dato che non puoi sviluppare Intelligenza Emotiva se continui a “parlarti male”.

Capita sicuramente anche a te di trovarti immerso in un bagno di pensieri negativi, che però hanno lo stesso effetto di quando sei rancoroso nei confronti di qualcuno: resti sospeso in un limbo di allerta e il tuo corpo secerne sostanze chimiche che ti fanno restare in un perenne stato di stress.

Allora, piuttosto, quando hai pensieri negativi, scrivili. Scrivi tutto quello che ti viene, in modo da svuotare la mente e averli lì, di fronte a te, portando quindi tutta l’energia negativa sulla carta, invece di tenerla nella tua testa. Riuscirai a elaborare meglio e a essere più lucido e obiettivo.

Scoprirai anche che tanti pensieri negativi che in testa sembrano giganteschi e per i quali usiamo parole come “mai”, “sempre”, “peggiore”, ecc. sono in realtà solo…. pensieri! Li identifichiamo come fatti reali perché abbiamo magari avuto una brutta esperienza in passato, ma ciò non vuol dire che le cose vadano sempre nella stessa maniera. Mettendo su carta e magari confrontandoti con qualche persona fidata riuscirai a vedere tutto sotto una luce diversa.

 

6| Quando apprezzi qualcuno, diglielo!

La cosa più semplice, che pochi leader fanno: dire alle persone che lavorano con loro che stanno facendo un buon lavoro.

Non serve chissà che cosa, basta una parola, una pacca sulla spalla, due righe di mail…. piccoli gesti che però vogliono dire tanto e aiutano a rafforzare il senso di appartenenza al gruppo e ad aumentare la performance del team, che si sente apprezzato e quindi coinvolto emotivamente.

Posso confermare: uno dei motivi per cui ho abbandonato il mio lavoro da dipendente è stata proprio la mancanza di riconoscimento genuino, rispetto al lavoro che svolgevo.

Nel lavoro, come nella vita personale, quando ogni cosa viene data per scontata, è il momento in cui perde tutto il suo valore e la sua potenzialità, perché non ci sono più input per crescere.

Quindi, se qualcuno lavora bene… diglielo! Ma non una volta sola: fa’ che diventi una buona abitudine, perché il senso di lealtà e di fiducia hanno bisogno di costanti cure, come quelle di cui necessita una pianta per crescere.

 


QUESTO MESE TI PROPONGO:

Introverso come fare - Isabel Colombo BitterSweet Comunicazione

 


Isabel Colombo Comunicazione dal Cuore

Sono Isabel Colombo, 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione e una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach.. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma!

 

*da www.psicolab.net

Per scrivere online, comincia. E basta.
Autoironia: ciò che può cambiare il mondo

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