Gioia Gottini e il Personal Branding

Intervista a….. Gioia Gottini, coltivatrice di successi!

Una persona che ha rivoluzionato il mio modo di comunicare.

La prima volta che ho sentito parlare di Personal Branding è stato grazie a lei: Gioia Gottini.

Circa 2 anni fa stavo zompettando amabilmente sul suo sito, scoperto mentre girovagavo su Facebook.. “Gioia Gottini, coltivatrice di successi… mi piace!”

Era la prima volta che vedevo una donna portare avanti un business in solitaria, con un approccio davvero femminile e distante dalla classica idea di business e marketing che viene insegnato a scuola, così freddo e razionale. Gioia usava il termine “Personal Branding”, indicando la via per far diventare la propria attività qualcosa di davvero unico e personale, dove esprimere se stessi oltre che la propria professionalità….

“Ma allora si può fare!!”, ho pensato nella mia testa.

E poi, un giorno, una mia collega mi ha invitata a fare parte di “Rete al Femminile”, un network di professioniste che si stava spandendo a macchia d’olio in Italia…. e chi ti scopro essere la fondatrice di questo network?? Gioia Gottini, ovviamente… il cerchio si chiudeva!

Da lì, è partita una rivoluzione nel mio stesso modo di affrontare i temi della Comunicazione per i piccoli business: seguendo Gioia (e avendo avuto l’occasione di lavorare con lei per una brevissima parentesi temporale :)) ho scoperto il piacere di fare della mia attività un luogo, fisico e mentale, dove possa sentirmi davvero a casa e dove far provare la stessa sensazione anche ai miei clienti.

Dopo tutto quello che vi ho raccontato… eccola ospite del mio blog, con questa deliziosa intervista!

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I. Ciao Gioia!! Come stai oggi :)?

G. Bene! Non fa troppo caldo, e le vacanze estive sono ancora un bel ricordo…

I. Io ti definisco una “guru” del Personal Branding italiano. Secondo la tua esperienza, cosa c’è di così “personale” in un Brand?

G. Grazie per la guru, diciamo che sono un’appassionata dell’argomento! Un brand secondo me diventa “personal” quando è legato a una persona, quindi attività e individuo sono strettamente connesse, e fanno la differenza. Vale soprattutto per noi piccole imprenditrici e freelance!

I. Quali sono, secondo te, i 3 strumenti più utili per far emergere la propria personalità nella professione?

G. Dunque:

1. Un sito ben fatto

2. Una brand identity curata

3. La comunicazione sui social giusti

I. Ho notato che c’è molta più attenzione al Personal Branding da parte delle donne. Perchè secondo te?

G. Perché le donne secondo me sono molto brave a comunicare in modo “caldo” e personalizzato, e con il personal branding non fanno altro che usare con più consapevolezza capacità che già possiedono.

I. Come si potrebbero coinvolgere di più gli uomini? Cosa può fare un Personal Branding “al maschile”?

G. La stessa cosa, e funziona allo stesso modo. Basta che un uomo abbia voglia di mettersi in gioco e tirare fuori il suo carattere in modo autentico e senza seguire modelli “di successo” che sembrano tutti un po’ finti.

I. Ti è mai capitato di provare il fallimento di un progetto, un’idea..? Cos’hai imparato da quell’esperienza?

G. Yes, eccome! Tipo corsi che non sono partiti, o clienti con cui non c’era feeling. Per fortuna un buon personal branding serve anche a evitare problemi di questo tipo. Ho imparato che un fallimento serve per arrivare al successo: ci ho anche scritto un ebook, Un fallimento ti salverà.

I. Io dico che il Brand è qualcosa di fluido, segue le maree nell’evoluzione di una persona. Hai qualche consiglio per mantenere quest’elasticità ed evitare di irrigidirsi su un’idea originaria, che magari ci calzava qualche anno fa ma che oggi non ci rappresenta più?

G. Io sono una grande sostenitrice del rebranding: ogni anno o poco più, verifico se tiene ancora tutto (mission, programmi, sito) e cambio quello che va cambiato. Il business evolve insieme a noi.

I. Ci sono categorie che possono beneficiare più di altre di un buon lavoro di Personal Branding?

G. Direi tutte quelle in cui l’elemento umano è fondamentale. Se hai un’attività – non importa se online o dal vivo – e se hai a che fare con dei clienti, allora il personal branding è una risorsa fondamentale, su cui investire.

I. Come si fa a disegnare quella linea sottile che divide vita personale da vita privata -e quindi rispondere anche alla domanda di chi non utilizza i social perché non vuole “mettere in piazza” la propria vita privata?

G. Che lo capisco benissimo e sono gelosa della mia privacy. Ci sono cose della mia vita personale di cui non parlo, per scelta: i miei bambini, ad esempio, di cui non pubblico neanche le foto. Poi non parlo (quasi) mai dei miei scazzi, ossia di eventuali beghe personali, perché sono convinta che non interessino a nessuno.

Politicamente prendo posizione solo per poche cose: il femminismo, per esempio, perché è molto vicino anche al mio lavoro, tutto incentrato sulle donne. Ci sono altre battaglie che invece coltivo per conto mio.

I. Un sogno che hai realizzato? Uno che ti piacerebbe realizzare?

G. Realizzati tantissimi! Aver scritto un libro molto apprezzato sul Personal Branding, Tutto fa Branding, aver creato Rete al Femminile, il network italiano per le donne in proprio, essere stata indicata da Facebook nel 2015 come una delle donne che hanno usato questo social per l’emancipazione, il BBclub, che è la mia scuola on line per donne in proprio…

Appena realizzato: il mio primo retreat live, a Torino. Nel 2017 un retreat più lungo, magari all’estero, in qualche posto incantevole.

I. Come crei quella relazione speciale con i tuoi fan? Come li “magnetizzi”?

G. I miei “segreti” sono 2:

1. Mi piace davvero quello che faccio, e credo si veda

2. Sono davvero grata alle persone che mi seguono e che lavorano con me, non dò per scontata la loro presenza, mai.

I. Quale suggerimento daresti a uno startupper? Quale daresti a chi ha iniziato da tanti anni?

G. Startupper: prenditi il tempo di valutare bene la tua idea, cerca alleati, comunica con entusiasmo al mondo il tuo progetto, non aver paura che ti copino.

Veterana: ritrova l’innamoramento dei primi tempi, rinnova il tuo parco offerte, mettiti in gioco, non sederti sugli allori, ascolta cosa ti chiedono i tuoi followers.

I. Un suggerimento che daresti a una donna (professionista) e uno che daresti a un uomo (professionista)?

G. A una donna: vai, sorella! Sii una buona mentore per chi inizia dopo di te, e cerca tu stessa una mentore che ti ispiri e ti consigli.

A un uomo: dai una chance alle donne, che siano partner, colleghe o collaboratrici, e ascolta le loro idee. Sarà uno scambio davvero proficuo.

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Gioia Gottini e il Personal BrandingGioia Gottini, coltivatrice di successi, si occupa principalmente di personal branding e tiene corsi su imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, self-marketing. Ha scritto “Tutto fa branding” per Zandegù.

Il suo sito è: www.gioiagottini.com

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