essere donne oggi Giovanna Vitacca

Essere donne oggi: Giovanna Vitacca

Come sono le donne di oggi? Cosa le gratifica e qual è il loro rapporto tra famiglia e lavoro? Non è certo un tema nuovo, anzi! Direi che se ne parla in lungo e in largo, su tutti i media, creando a volte un polverone di commenti a seguito.

Sarà forse perché essere donna oggi non è più così “scontato”: un tempo c’erano ruoli predefiniti e ci si faceva poche domande su quale sarebbe stato il proprio futuro.

Oggi invece c’è più libertà di agire, anche per noi donne: costruire il proprio futuro è un’opportunità bellissima, che necessita di grande equilibrio tra vita familiare e lavoro.

Come quello che si sta creando Giovanna Vitacca, una grande donna conosciuta sul web, esperta di comunicazione e marketing e con una famiglia numerosa che sta per allargarsi ancora di più.

Il suo è un racconto di storia vera, una donna che con caparbietà si sta costruendo una nuova identità, senza mai dimenticarsi della propria femminilità. Per lei, essere donne oggi significa proprio questo.

Leggete questa bella intervista e lasciatevi ispirare :)!

 

1. Ciao Giovanna! Come stai oggi :)?

Ciao Isabel, innanzitutto grazie per questa intervista…le tue domande sono davvero molto stimolanti.

Oggi sono come il tempo di questi giorni…c’è il sole, ma è nascosto dalle nuvole…Uso questa metafora per descrivere un po’ il mio stato d’animo attuale…molto orientato all’introspezione e riflessione.

In generale comunque sto bene, considerando che sono all’ottavo mese di gravidanza e quindi un po’ affaticata :).

2. Riassumi in 3 parole quello che fai (vanno bene anche 3 frasi :D)

3 frasi sono perfette perché mi consentono di descrivere come impegno il mio tempo:

  • La mia attività prevalente, con DUEL, è quella della consulente di marketing e comunicazione. Ho clienti eterogenei che vanno dalla multinazionale al libero professionista e questo mi consente di lavorare a largo spettro passando dalla definizione del piano strategico fino alla gestione delle attività operative.
  •     Gestisco una location a Milano, appena inaugurata, 36 Ponti, in zona Navigli. E’ la sede del mio ufficio, ma è disponibile come coworking, eventi aziendali, meeting, presentazioni. Attualmente sto lavorando al programma di attività che partono da Ottobre 2016; ogni martedì e giovedì proponiamo iniziative che vanno dalla presentazione di libri, corsi, mostre, etc.
  • Ho un mio blog, PuntoGeAccapo.com, il mio angolo di leggerezza dove coltivo le mie passioni di sempre, il mondo del benessere e della cosmesi.

3. Hai un’esperienza di 20 anni in questo pazzo mondo del marketing e della comunicazione. Secondo te, tra le novità che sono sorte negli ultimi anni, a cosa non riescono proprio ad abituarsi le aziende che facevano già comunicazione 20 anni fa?

Il tempo è la parola chiave.

Le aziende, soprattutto quelle di medie dimensioni, fanno fatica a star dietro ai tempi dettati dai nuovi strumenti di comunicazione: mi riferisco al mondo del Web Marketing, dei Social Media, delle Digital PR, etc

Le multinazionali hanno recepito questo ritmo perché in molti casi prima di integrare le competenze al proprio interno si sono affidate ad agenzie esterne specializzate da cui hanno acquisito know-how, esperienza e anche il nuovo passo.

Le aziende medie o PMI, che in molti casi non hanno il budget sufficiente per pagare fornitori esterni, hanno provato a gestire queste nuove attività con il loro team di comunicazione tradizionale e spesso senza un’adeguata formazione delle persone coinvolte. Questo ha portato come risultato una lentezza nel recepire i nuovi input e, ancor peggio, a maturare insoddisfazione verso i nuovi media che, non utilizzati adeguatamente, non hanno dato i risultati sperati.

L’idea peggiore che si possa avere, con riferimento alla comunicazione online, è che dia risultati veloci solo perché il mezzo è veloce; anche in questa arena come in tutti gli altri campi da gioco va messa in campo una strategia precisa, studiata, che permette di raggiungere gli obiettivi prefissati solo con il tempo.

4. Marketing e cuore: secondo te, possono convivere pacificamente? O c’è ancora qualche “nota dolente” in questa relazione, nel modo di lanciare un prodotto sul mercato?

Non possono, ma devono convivere, necessariamente.

Oggi, proprio la facilità con cui un utente può accedere alla informazioni, può portare a un dialogo diretto con l’azienda e mette quest’ultima in condizione di non poter essere un’entità senza un volto, un’anima… senza cuore appunto. E dunque, tutta la comunicazione e il marketing che vengono sviluppati per promuovere il brand, il prodotto o un servizio devono non solo corrispondere alle caratteristiche di valore, qualità, credibilità, che da sempre sono le fondamenta su cui impostare una strategia vincente, ma devono essere anche empatici con il target di riferimento.

Per certi versi oggi è più difficile fare comunicazione in questo senso, perché individuare uno stile, un linguaggio unico e identificativo che arrivi dritto alle corde del proprio interlocutore richiede molto più impegno che oggettivare, come si faceva una volta, alcuni asset e comunicarli in terza persona.

Oggi il comunicatore è l’azienda, non parla per conto dell’azienda, deve incarnare gli stessi valori e principi. E allo stesso tempo il professionista, che si propone come consulente di comunicazione ai freelance, ai titolari di piccole realtà imprenditoriali, deve instaurare con loro un dialogo diretto, sincero, per poter creare fiducia e partecipazione. Un po’ come fai tu con BitterSweet 🙂

5. Sei una professionista, ma hai anche una famiglia e altri due bimbi in arrivo: come si resta sulla cresta dell’onda con tante cose da fare?

Organizzazione. E fortunatamente in questo sono capace, anzi credo sia la mia principale virtù.

Da sempre, sia lavorando all’interno di strutture aziendali, come in passato, sia oggi come libera professionista ciò che mi contraddistingue è la capacità di avere una buona visione d’insieme, di tenere le fila di tutto e far procedere in parallelo le varie voci di un progetto, che sia lavoro o famiglia.

Insomma ho sicuramente una predisposizione per i progetti complessi. Una competenza orizzontale direi.

6. Avrai comunque i tuoi spazi di svago e “ricentratura”: quali metodi consigli per ricaricare le energie, a chi, come te, si trova ad affrontare un’attività in proprio e una famiglia?

Spazi devo essere sincera ne ho pochi….cerco di dedicarmi a ciò che mi piace attraverso il mio blog che, come dicevo prima, è il mio angolo di leggerezza dove tratto temi più in linea con le mie passioni, inclinazioni. E poi la lettura.

Se proprio ho del tempo per me da spendere fuori casa lo uso  per vedere un’amica, per andare alla SPA e farmi fare un massaggio rilassante.

7. Pubbliche relazioni: quando sono fondamentali in una strategia comunicativa? Ci sono aziende e/o attività professionali che possono beneficiarne maggiormente?

Sono determinanti e imprescindibili. La comunicazione funziona solo con il giusto mix. E non dico nulla di nuovo affermando ciò.

Ci sono poi realtà che più di altre necessitano di Relazioni Pubbliche, mi riferisco per esempio al mondo della Pubblica Amministrazione, dove le RP sfiorano addirittura la lobby perché non c’è un prodotto da comunicare ma idee, protagonisti.

Sicuramente le Relazioni Pubbliche sono un buon inizio anche per chi ha una start up o per chi ha avviato un’attività in proprio. In questo caso ritengo che siano sì fondamentali per impostare una buona strategia di comunicazione; inutile investire fior di soldi in azioni di marketing prima di aver realizzato un buon piano di RP.

8. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: tra il tuo “dire” e il tuo “fare”, cosa ci metti? Come concretizzi le idee che ti vengono in mente?

Ci metto lo studio e l’indagine empirica. Quando ho un nuovo stimolo il mio approccio è sempre lo stesso: studiare l’oggetto della mia idea, il contesto, i possibili sviluppi e poi analizzare i competitor, progetti simili e così via.

Difficilmente mi affido all’improvvisazione. Sono una persona molto cauta che prima di agire deve avere la quasi certezza di andare a segno.

Ciò nonostante di errori nella vita ne ho fatti anche io, ma diciamo che nella fase di studio ci metto anche la possibilità di sbagliare e ipotizzo preventivamente quali azioni/reazioni attivare per contrastare velocemente una situazione sfavorevole e andare oltre.

9.  Chi sei tu, lontana dal lavoro?

Mi divido tra essere mamma e compagna ed essere Giovanna, la donna.

Sono sempre stata una persona solare, avida di vita e quindi nel tempo libero cerco di vivere intensamente ogni attimo parchè altrimenti mi sembrerebbe di sprecare tempo.

Difficilmente mi concedo all’ozio. Non sono di quelle che la domenica di alza tardi… perché le ore del mattino le dedico a me o esco per andare a vedere una mostra o per fare una passeggiata nel parco.

10. Femminilità e attività in proprio: possono coesistere? Come “si servono” a vicenda?

Bella domanda.

Sicuramente, come dipendente, il fatto di dover andare ogni giorno in ufficio dove ti confronti con clienti, colleghi…soprattutto colleghe, magari particolarmente modaiole, ti costringe a essere più attenta all’abbigliamento, al trucco.

Lavorando in proprio, quando ci sono giorni in cui sai che non devi vedere nessuno, è facile concedersi a una tenuta più casual.

Questo lo dico in generale.

Personalmente non esco mai senza aver pensato al mio outfit. Addirittura lo preparo la sera prima (a proposito della non improvvisazione…. :)) così la mattina non devo pensare a cosa mettere ma è già lì tutto pronto: abito, scarpe, accessori, etc. E’ una mia fissa lo ammetto, ma devo uscire sempre in ordine e con tutto coordinato perchè penso… “non si sa mai che piega prende la giornata e chi potresti incontrare”.

Ma paradossalmente anche quando sono a casa la mattina mi vesto, pettino…non resto in piagiama…questo modo di essere credo mi venga da un insegnamento prezioso di una mia amica, più grande di me di 30 anni, che quando io ne avevo 20 mi disse:

Ricordati, anche se stai a casa, anche se stai male, alzati dal letto sistema i capelli, mettiti un filo di trucco, vestiti. E’ una questione di amor proprio e dignità, mai lasciarsi andare!

Quindi la mia risposta è sì, possono coesistere. Sicuramente è una questione molto soggettiva e personale.

Rispetto al ‘servirsi’ a vicenda…beh..qui si apre un mondo di considerazioni sul tema ‘donne che lavorano’.

Diciamo che, nonostante il femminismo, nonostante siamo nel 2016, a parità di competenze una bella donna ha sempre la vita più facile. Ne ho viste tante di situazioni quando lavorando in azienda….il mondo da questo punto di vista non è cambiato. C’è proprio una naturale propensione dell’universo maschile ad essere più ‘gentile’ e ‘ben disposto’; credo che questo non lo supereremo mai, fa parte del nostro DNA più antico.

Certo non deve portare a vicende dove la ‘femminilità’ viene sfruttata da entrambe le parti, uomini ma anche donne, per raggiungere obiettivi altrimenti irraggiungibili o semplicemente per puro abuso.

Brutta non sono e quando ero più giovane mi è capitato un paio di volte di ricevere offerte ‘galanti’ in cambio di possibilità di carriera. Offerte rifiutate seccamente perché in fondo sono una romantica e credo ‘nei due cuori e una capanna’.

Altre colleghe hanno accettato e oggi guadagnano 6000 Euro al mese mentre io lavoro con fatica per avere uno stipendio che mi consenta di vivere.

Ma sono contenta così.

Non nego che in momenti di grande crisi…ho pensato..chissà forse dovevo essere più cinica, ma è stato un pensiero veloce e subito mi son detta NO, la tua anima vale di più di 6000 Euro.

11. Innamorarsi ogni giorno del proprio lavoro: come fai a mantenere la fiamma accesa?

La curiosità, la voglia di imparare sempre cose nuove, occasione che mi danno i clienti ma anche il confronto con i colleghi, il mondo esterno. Sono sempre molto ricettiva ai nuovi input, attratta dalle novità.

La fiamma poi si rinnova quando naturalmente ottieni risultati e soddisfazione; quando un cliente ti dice ‘grazie’.

 

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Giovanna Vitacca donne fra lavoro e famiglia

Giovanna Vitacca è esperta Marketing e Comunicazione da più di 20 anni.

Si divide fra la sua attività tradizionale con l’agenzia DUEL, il suo blog PuntoGeAccapo.com, in cui tratta di argomenti relativi a cosmetica e benessere, e la sua grande famiglia.

Con un bimbo, un compagno e altri due pargoli in arrivo, è una perfetta equilibrista tra vita privata e vita professionale!

.. Business "ciclico"? Cos'è??
I tuoi obiettivi hanno un senso? Ecco come capirlo

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