I 3 drammi che tolgono il sonno a qualsiasi startupper - corso startup Varese

I 3 drammi che tolgono il sonno agli Startupper [+CORSO a Varese]

Ok, l’ho messa giù un po’ dura.

Non si tratta proprio di drammi, quanto di dubbi e problematiche che a prima vista possono sembrare insormontabili, per una persona che apre un’attività da professionista o piccolo imprenditore.

Se tu sei fra questi, sicuramente ti starai facendo una di queste tre domande… o anche tutte e tre. Sta di fatto che è di solito molto difficile trovare delle risposte immediate, vuoi per poca conoscenza dei canali a disposizione, vuoi perché l’ansia da inizio attività alle volte rema contro e confonde le idee più del necessario.

Partiamo con calma.

Innanzitutto, don’t panic. La pre-occupazione è qualcosa che diventa ingestibile, quando l’aspetto emotivo ha il sopravvento. In mezzo a una marea di idee, di progetti, di cose da fare, di persone da sentire, di pratiche burocratiche da portare avanti, ti sembra di essere stanco ancora prima di iniziare.

Suddividiamo le due cose: la stanchezza È normale se ti stai impegnando in qualcosa, ma non è quella che ti abbatte, se senti che l’attività che stai cominciando ti dà nuova linfa e se chiedi aiuto per quello che non sai gestire in autonomia.

Già, chiedere aiuto. Sembra che nella nostra società sia quasi una bestemmia. La mania di controllo o l’ingannevole idea di dovercela fare da soli a tutti i costi a volte ti porta a evitare di farti supportare da altri. Magari hai paura che ti rubino l’idea, che ti facciano buttare i soldi, che così ti sentirai meno orgoglioso delle tue fatiche.. ma se c’è una cosa che ho imparato a caro prezzo sulla mia pelle, è che siamo animali sociali e tutti i grandi uomini del mondo hanno avuto l’aiuto di persone attorno a loro, che li hanno sostenuti e motivati durante le loro imprese.

Nessun eroe è tale, senza l’aiuto di un fido amico o di una spada magica.

Detto ciò, vediamo come risolvere questi “drammi” da startupper.

Ne cito tre perché è un numero che mi piace (non ridere) e anche perché è inutile riempirti la testa di troppe cose. Preferisco focalizzare l’attenzione su questi, poi se vuoi approfondire l’argomento, c’è un bellissimo corso per startupper che ti aspetta a Varese ad aprile 2017

#1 – Dove trovo i soldi per cominciare?

Domanda delle domande. Per la mia personale esperienza, non è esattamente la prima domanda che una persona dovrebbe farsi, però è normale che sia una questione che invade le notti insonni di tanti che vogliono aprire una nuova attività.

Sicuramente, la prima cosa cui devi pensare è un buon Business Plan. Ho notato che non è mai il primo pensiero di chi comincia da zero, anzi, alle volte non viene nemmeno preso in considerazione. E nonostante ciò, è proprio lo strumento che ti permette di trovare la domanda alla frase che sicuramente ti sconvolge le giornate: dove diavolo trovo i soldi??

Ti dirò di più. Conosci la figura del finanzialista? È un professionista specializzato nell’aiutare le startup (o chiunque abbia un nuovo progetto da sviluppare) a redigere un Business Plan adatto ad essere presentato in Banca.

Perché forse un’altra cosa che ignori è che non tutti i Business Plan sono fatti come si deve, o almeno, non tutti servono allo stesso scopo. Se devi presentarti in Banca per richiedere un finanziamento, non puoi andare con due paginette scritte velocemente. In un certo senso, devi saper parlare il linguaggio bancario e conoscere esattamente il tipo di informazioni necessarie ad avere una percentuale più alta di successo.

In fondo al corso VITA DA STARTUPPER, faremo un accenno anche di questo argomento, insieme a Patrick Colombo, finanzialista. (guarda il programma completo).

#2 – Come faccio a trovare clienti, se nessuno mi conosce?

La vera domanda che dovrebbe precedere questa -che è quella che normalmente si fa qualsiasi startup- è: che tipo di Brand voglio costruire? Qual è il messaggio che voglio trasmettere verso l’esterno? Come faccio a fare in modo che questo messaggio non mi “snaturi” e non sia una semplice operazione di marketing un po’ impersonale?

Ormai è un po’ di anni che questo concetto è stato sdoganato, grazie all’avvento di tutto il mondo online. Negli anni ’80-’90 c’era la classica figura dell’uomo rampante in carriera, che doveva dare un’immagine brillante e professionale di sé, magari in giacca e cravatta. Il marketing sembrava essere un insieme di tecniche persuasive (o forse più manipolative… sai qual è la differenza fra le due?) per convincere il pubblico di essere qualcosa che sotto sotto non si era. Si mostrava il lato migliore di sé, costruito ad hoc e in modo aggressivo, si andava a caccia.

Oggi il marketing è diventato quasi più una pesca.

Quella sportiva, fatta placidamente sulle acque di un laghetto, in attesa che il pesce abbocchi (che visione bucolica..) Ok, magari non è esattamente così, ma segui il mio ragionamento: con l’avvento del web, tutti hanno la possibilità di farsi vedere. Le possibilità di raggiungere il proprio pubblico di riferimento si sono moltiplicate E, allo stesso tempo, i potenziali clienti hanno maggiori possibilità di confrontare, di informarsi, di capire se quello che un’azienda o un professionista racconta è una balla, oppure se c’è una base di verità.

La costruzione del Brand dovrebbe partire da questo assunto: se dici bugie, vieni sgamato in tempo zero. Oltre a questo, attirerai a te persone che magari si aspettano cose diverse da quelle che vuoi/puoi offrire; sarai costretto a mantenere una facciata che non ti corrisponde e vivrai la tua intera vita professionale triste, solo e sconsolato, girandoti indietro fra un po’ di anni e pensando “Ma io, in tutto questo…. cosa c’entro??”

Ecco. Non vuoi finire così, vero? Allora, cogli lo spunto e comincia a fare una profonda riflessione su che tipo di immagine vuoi costruire e su come far emergere la tua vera personalità attraverso il tuo Brand. Se vuoi, puoi cominciare a farlo sempre attraverso il corso di cui ti stavo accennando prima: io e la meravigliosa Alessandra Grassi, psicologa della comunicazione, dedicheremo due mezze giornate proprio a quest’argomento e alla fine sarai in grado di definire meglio la tua identità professionale, facendoti le domande giuste… e soprattutto, trovando le risposte!

#3 – Come faccio a gestire tutto da solo o a coordinare un piccolo team?

Questa è una “side question” che in realtà viene fuori di solito dopo un po’ di tempo, ma che è capace di smorzare anche gli entusiasmi più…. entusiasti (non mi veniva un altro termine e non ho voglia di aprire il dizionario, ok???)

Bene, qua viene in aiuto la tecnologia. Ci sono dei software, per esempio, che ti permettono di organizzare il lavoro “all-in-one”, dovunque ti trovi: hai a portata di mano tutto in un unico posto, dalla contabilità alle vendite alle attività da svolgere alla gestione del team. A zero costi di licenza.

Anche questo sarà accennato alla fine del corso da Andrea Marella di RDS International.

Quindi, ricapitolando:

  • Non puoi “presentarti al mondo”, se non hai fatto una riflessione chiara e precisa su che tipo di Brand vuoi costruire per la tua nuova attività, scegliendo gli strumenti giusti per comunicarlo
  • Hai più possibilità di ottenere un finanziamento in Banca se ti presenti con un Brand chiaro e un Business Plan con i contro… fiocchi.
  • Puoi tranquillamente gestire la tua attività, anche molto articolata, usando strumenti semplici che ti facilitano il compito.

Se hai colto bene il concetto e vuoi approfondire queste tematiche:

corso startupper varese

…c’è un corso stupendo che si chiama VITA DA STARTUPPER: come comunicare la tua attività quando parti da zero (non si era capito?), che si terrà a Varese, il 1° e 8 aprile 2017. Sono 8 ore di corso suddivise in due sabati mattina, apposta per permetterti di partecipare anche se hai un’altra attività in questo momento ed evitando di bloccarti per tutto il weekend.

Io e Alessandra Grassi affronteremo tutti gli argomenti relativi a Branding, comunicazione e psicologia; nella seconda giornata, avremo poi il contributo di Patrick Colombo e Andrea Marella per parlare di come ottenere finanziamenti bancari e software per semplificare la gestione delle attività.

Se vuoi iscriverti o leggere altre info, guarda il link del corso su Eventbrite o contattami personalmente, mancano solo 9 giorni e restano 4 posti disponibili 🙂 >> Vai alla pagina di Eventbrite!

 

(post originale sul mio LinkedIn)


Isabel Colombo Comunicazione dal CuoreSono Isabel Colombo, una laurea in Scienze della Comunicazione e 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione.

E una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach.. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma!

Vuoi sapere qualcosa in più su di me? Leggi qua!

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