La tua azienda ha bisogno di un copywriter. E no, i testi non può scriverteli tuo cugino.

(di Virginia Calandra)

In principio era il verbo.

Ma siccome sono una copywriter, aggiungerei anche il soggetto e il complemento.

Mi rendo conto che questo incipit si prenda la libertà di scomodare i piani alti, ma mi piace anche ricordare che il primo brief scritto lo diede Lui e a bullet point per giunta! 10 comandamenti tondi tondi, incisi nella pietra con titoli brevi ed efficaci.

Risultato? 2000 anni dopo se li ricordano ancora tutti. E poi ditemi che non è marketing.

Cosa significa tutto questo? Che, soprattutto quando si deve comunicare qualcosa di importante, non basta avere buone intenzioni: bisogna essere certi che chi ci sta davanti capirà quello che abbiamo da dire. Soprattutto se quello che abbiamo da dire deve portarci dei guadagni.

Mi capita spesso di notare quanto la parte testuale della comunicazione aziendale venga trascurata: il copywriting, infatti, è spesso preso sottogamba dalle piccole-medie aziende. Magari hanno affidato la propria brochure a un buon art director, magari hanno un bel sito web, magari hanno anche investito su delle belle immagini, ma poi andando a leggere i testi i capelli si drizzano: o sono troppo lunghi e complicati o sono troppo corti e poco chiari, spesso il tono di voce non è in linea con l’immagine aziendale, gli errori di battitura non si contano e, orrore degli orrori, si trovano ovunque titolazioni scontate.

Sinceramente io di leggere “Qualità e convenienza”, “Tecnologia e innovazione ai massimi livelli” o “Soluzioni tailor-made” davvero non ne posso più. Perché non c’è niente come essere scontati per passare inosservati. I luoghi comuni, i modi di dire già sentiti, le frasi banali fanno cambiare canale e uccidono ciò che vi rende speciali, diversi e per questo, preziosi per il mercato e per i vostri consumatori. Invece bisogna aver cura delle parole, sceglierle con attenzione, interrogandosi sulla chiarezza e sulla semplicità dei messaggi che si vogliono veicolare.

Mi capita spesso di essere chiamata da clienti che mi chiedono di “buttargli lì un paio di frasi per il sito giusto per fare capire che…” ecco, questo approccio non porta lontano, di sicuro non porta al cuore del proprio cliente. La head (il titolo) non è “una frasetta”, il body (il corpo del testo) non sono “due righe di spiega”. Quando mi trovo in queste situazioni, cerco di far ragionare il cliente, gli chiedo di riflettere su quali sono i suoi veri punti di forza e di concentrarsi sui messaggi che vuole trasmettere, in ordine di importanza. E vi assicuro che è meglio della psicanalisi, perché questa “interrogazione interiore” porta alla consapevolezza di chi si è, cosa si fa e come lo si fa. In una parola chiarezza. Ovvero quello che il consumatore, oggi più che mai chiede e apprezza.

Detto ciò mi sembra decisamente ovvio che sto portando acqua al mio mulino. Ettolitri di acqua. Ma tant’è: quando si rompe la cinghia del motore, serve un meccanico, quando si vuol mangiare bene si va dalla mamma, quando si deve comunicare, è necessario affidarsi a un copywriter.

E non basta un laureato in lettere che sappia scrivere in italiano corretto, militesente e automunito, no. Serve una persona che abbia le capacità di leggere la vostra azienda, capire le vostre necessità e rielaborarle con creatività e, parola chiave, strategia: un bravo copywriter lancia una frase immaginando già quale reazione otterrà. Il suo obiettivo è innescare curiosità, attenzione e infine interesse. È come un gioco, solo molto più serio.

Cercate un professionista che vi ispiri: parlategli della vostra azienda come se si trattasse di una passione, raccontategli da dove avete iniziato e quali erano i vostri obiettivi, se li avete raggiunti e se ne avete di nuovi. Mostrategli il vostro prodotto, fateglielo provare se è possibile (ecco, magari evitate se producete cibo per cani). Se saprete aprirvi, vi sorprenderà come sarà capace di trasmettere la vostra identità attraverso le parole giuste.

Quindi, per concludere, possiamo dire di aver trovato l’undicesimo comandamento: la prossima volta che volete dire qualcosa ai vostri clienti, fatelo dire al vostro copywriter di fiducia.

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Virginia Calandra copywriter

Virginia Calandra, copywriter freelance e pendolare a tempo indeterminato.

Sogno nel cassetto: treni in orario
Passioni: maglia all’uncinetto e scommesse clandestine
Nome in codice: Priscilla Marsh Mallow
Urlo di guerra: dillo con parole mie.

www.virginiacalandra.it

 

 

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