.. Business “ciclico”? Cos’è??

Nelle ultime settimane, vi sarete accorti che ho rallentato parecchio la scrittura di post e la pubblicazione dei miei #caffeintazzagrande; effettivamente, questo non ha fatto parte di una strategia pensata a priori, ma di qualcosa che era assolutamente necessario (specialmente il mese scorso).

Ovvio che un rallentamento di questo tipo, per una persona che fa comunicazione e si occupa di social media, si accompagna, nell’ordine, a: senso di colpa, timore (di “perdere il posto”), frustrazione. Eppure, potevo evitarlo? Potevo continuare a “darci dentro” come se non ci fosse un domani? La risposta è no, non in quel momento.

E SE IL BUSINESS FOSSE CICLICO?

Questo è il motivo per cui ha iniziato a girarmi nella testa questo concetto: business ciclico. Non l’ho letto su un libro, non l’ho imparato da nessuna parte e ci tengo a precisare che è un mio punto di vista, non la verità assoluta.

Io sono una donna, di ciclicità (in un modo o nell’altro) dovrei intendermene. Invece, mi rendo conto che il modo tradizionale di approcciare il business non è per nulla ciclico: si deve essere sempre attivi, sempre in guardia, tenere sempre duro, in un’ottica chiaramente molto “maschile”. Si focalizza l’obiettivo, si parte per raggiungerlo, a tutti i costi e nel minor tempo possibile.

TRA UOMO E DONNA C’E’ DIFFERENZA

Ho fatto caso agli imprenditori e alle imprenditrici che mi circondano e ho notato, in effetti, che l’approccio di uomini e donne è davvero differente: l’uomo (ma anche la donna molto maschile) è molto più costante, in un certo senso… è come se non lasciasse buchi lungo il percorso.

La donna (ma anche l’uomo molto femminile), invece, ha un andamento decisamente più fluttuante: ci sono momenti in cui è super attiva, presente, emana energia 24/24, per poi defilarsi in altri momenti, essere più silenziosa, quasi assente… ma il suo business ne risente, in questo modo?

NON E’ VUOTO, E’ SILENZIO

L’errore numero uno, secondo me, è quello di pensare al “vuoto” come a uno spazio inutile, improduttivo, inerte.

Ho letto un bellissimo libro che mi è stato consigliato da Ilaria Ruggeri, “Luna Rossa”, in cui si spiegano le varie fasi che una donna attraversa, anche in relazione alle fasi lunari.

Io, sinceramente, non ci avevo mai fatto caso: immaginavo che la donna fosse un po’ più isterica dell’uomo e basta :D. Invece il termine “lunatica” ha un senso, il vero problema è quando facciamo finta che il tempo sia lineare, mentre in realtà è ciclico. E’ qua che si crea l’isteria!

E sì che dalla natura dovremmo aver imparato: l’inverno precede la primavera, è il momento NECESSARIO perché i fiori sboccino di nuovo, nascano frutti, arrivino i profumi. Senza inverno, non c’è primavera. Nisba. Nada. Nichts.

Il “vuoto”, la mancanza di energia, l’introversione che a volte ci porta a guardarci dentro, quasi dimenticandoci del mondo esterno, non è una fase di blocco, ma di creazione. E’ il silenzio necessario affinché possiamo rielaborare tutto quello che abbiamo portato e comunicato all’esterno fino a quel momento, raccogliere i dati, ricaricare le energie. E questo vale anche per il business!

ANCHE I PIU’ GRANDI SONO “CICLICI”

La comunicazione, in un certo senso, è anche l’arte di portare fuori qualcosa che c’è dentro. E viceversa. Quando ascolto una persona, sto in realtà portando dentro qualcosa che c’è fuori. E c’è bisogno di energia, di MOLTA energia per farlo.

Andrò un po’ contro tutto quello che viene insegnato e che io stessa ho ripetuto più volte, rispetto all’uso dei social media e della comunicazione online in generale, ma si sa, andare “controcorrente” è un richiamo troppo irresistibile..

Non credo che un buon business e una buona comunicazione siano per forza legati al fatto di essere presenti sempre, costantemente, sui social media, pubblicando 3 post al giorno 7 giorni su 7. O meglio: se questo è quello che sentite di voler fare, fatelo! Ma nel momento in cui il vostro cervello si prosciuga e non provate più piacere in questa attività, forse significa che avete bisogno di una pausa.

Vuol dire che perderete tutto il pubblico che avete acquisito nel corso del tempo? Sarete “rimpiazzati”? Cosa succede, quando è il silenzio che vi circonda? Mah, probabilmente la stessa cosa che succede agli U2 quando non pubblicano un nuovo album: usciranno altri artisti, i fan si interesseranno ad altri, ma è probabile che fremano dalla curiosità di sapere quale sorpresa sta preparando Bono per loro (volevo usare i Coldplay come esempio, ma poi so che mi prendete in giro…. I love Chris Martin!!!!).

Attenderanno, anche i fan. E quando finalmente uscirà l’album nuovo (magari a 2-3 anni di distanza dal precedente) sarà un boato. Perché? Perché gli U2 si sono dati il tempo di crescere, di ritirarsi, di sentirsi, di conoscere ed elaborare nuovi stimoli.

Non so se avete in mente Britney Spears: una macchina da guerra, ai suoi tempi, sfornava un album dopo l’altro, finché dopo pochi anni ha avuto un esaurimento nervoso. E da allora non ha più avuto lo stesso impatto. 

ANCORA TU??

Per tornare alla comunicazione, un mio cliente tempo fa mi ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere: “Io, quando ricevo le notifiche su LinkedIn, sono più curioso di leggere i post di persone che pubblicano una volta al mese, perché appaiono in mezzo alle altre come una novità. Quando vedo invece persone che mi compaiono tutti i giorni, ormai non ci faccio più caso…”

E ha ragione: la continua presenza crea assuefazione. C’è un normale calo fisiologico dell’attrattiva di uno stimolo ripetuto. Non è più nuovo, fresco.. passa inosservato. Diventa parte del tran tran quotidiano. Risulta, in un certo senso, più “anonimo”.

3 SPUNTI SU CUI POTETE RIFLETTERE

Vi lascio con 3 spunti di riflessione, che chiamo così proprio perché non vogliono essere “consigli”: come vi dicevo, tutto quello che vi ho proposto oggi è un mio punto di vista,  non una teoria assoluta. Semplicemente qualcosa che sperimento. Se c’è qualcosa di “costante”, nella mia esperienza, è la ciclicità.

1. A CHE PUNTO E’ IL TUO LIVELLO ENERGETICO?

Presi dalla frenesia di tutti i giorni, non ce lo chiediamo più. “Oggi mi sento un po’ scarico” oppure “Avrei voglia di dormire tutto il giorno” non hanno più alcun senso. Vengono presi come segni di debolezza, quando magari siamo semplicemente in una fase in cui il nostro corpo ci richiede cura e spazio per poter ricaricare le batterie.

2. “CICLICO” NON VUOL DIRE RIPARTIRE SEMPRE DA CAPO

Avete in mente la bicicletta? Le ruote girano, ma la bici non sta ferma. Un particolare meccanismo la porta a muoversi in avanti. Anche nel nostro caso essere “ciclici” non vuol dire che giriamo in tondo come un cane che tenta di mordersi la coda; la fine del ciclo porta l’inizio di un nuovo ciclo, che ci vede cresciuti e più consapevoli rispetto al precedente. Se però non rispettiamo queste fasi, il meccanismo si inceppa… come quando casca la catena della bici.

3. UOMINI E DONNE SONO DIVERSI MA..

.. questo non vuol dire che un uomo non sia ciclico e una donna non possa essere determinata nel raggiungere un obiettivo. Non siamo fatti a compartimenti stagni. Siamo semplicemente esseri che, per natura, sono più portati a una cosa piuttosto che a un’altra. Ma tendiamo anche all’integrazione dell’aspetto che ci manca: sperimentarlo e farlo nostro ci renderà più completi.

Voi che mi dite??

Avete mai sperimentato delle fasi nel vostro business in cui vi siete sentiti “diversi” da altri momenti e non riuscivate a capire il perché? Fatemelo sapere! ic@bittersweetcomunicazione.it

Se invece volete leggere alcuni dei miei migliori post:

http://www.bittersweeteventi.com/it/i-5-modi-migliori-per-nuocere-al-tuo-brand/

http://www.bittersweeteventi.com/it/consulente-di-comunicazione-dal-cuore-fa-di-nascosto/

http://www.bittersweeteventi.com/it/mi-sto-divertendo/

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Isabel Colombo Comunicazione dal CuoreSono Isabel Colombo, 33 anni, una laurea in Scienze della Comunicazione e 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione e degli Eventi.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach.. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma!

Vuoi sapere qualcosa in più su di me? Leggi qua!

Il marketing che non sembra marketing (ma lo è): intervista a Duccio Bellezza
Essere donne oggi: Giovanna Vitacca

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