febbre cosa fare

12 lezioni che impari solo con la febbre.

22 luglio e 38 di febbre. Cosa fare?

Settimana scorsa sono stata tramortita da influenza e febbre, che se già sembra una barzelletta a fine luglio, figurarsi quando sogni di andare in piscina e ti ritrovi agonizzante con nausea, mal di testa, mal di pancia, mal d’alluce, brividi cosmici (cit.). Una tortura.

E invece, ho imparato un sacco di cose mentre vedevo cose senza senso apparente (mi bastano 37,2 gradi e inizio ad avere visioni stranissime che nemmeno in un viaggio sciamanico…)

Cose interessanti, che solo restare bloccato a letto ti obbliga a notare. Tipo queste:

1. Stare. Possibilmente fermo.

Non è così ovvio. Dopo mezz’ora passata a letto inizi ad agitarti, a pensare alle millemila cose che devi fare e a quelle che non puoi fare, a pulire tutta la cucina (come ho fatto io….porc…), oppure vaghi per la casa senza meta, da una stanza all’altra, cercando di capire quali azioni puoi fare nel tuo stato pietoso. La risposta è solo una: dormire.

Stare fermo è spesso associato con l’essere pigro, non darsi da fare, o anche con il farsi superare o addirittura fallire. E con la febbre impari a passare in mezzo a tutte queste sensazioni, farci amicizia e capire che a volte, stare fermo è l’unica opzione da prendere in considerazione.

2. Un’azione per volta.

Quando sei in questo stato, i tuoi neuroni si danno il cambio, uno per volta. Quello che sta sveglio di vedetta può occuparsi di una cosa sola per volta e questo ti obbliga a gestire la tua attenzione, in modo focalizzato, per raggiungere un unico scopo. Che sia anche solo prendere lo sciroppo senza farlo cadere dal cucchiaio.

3. Movimenti lenti.

I movimenti diventano lenti ed essendo obbligato a concentrarti su una sola cosa per volta, acquisisci una consapevolezza spaziale che di solito non hai. Tutto ciò che normalmente dai per scontato non lo è più, alcune azioni diventano dei traguardi, risultato di movimenti che si susseguono in una specie di danza ordinata al rallentatore. E scopri quante micro azioni ci sono, nel semplice gesto di lavarti i denti.

4. Dialogare con il corpo.

Tu e il tuo corpo non potete più ignorarvi, o meglio, tu non puoi più ignorare lui (che è invece sempre stato molto attento). Il dolore fisico, di qualunque tipo, ti obbliga ad ascoltare quello che il corpo ha da raccontarti. A volte mi capita, quando mi fa male da qualche parte, di rivolgermi direttamente a lui: “Dimmi, corpo, cosa mi vuoi raccontare di me con questo dolore?”. Spesso, silenziosamente, risponde.

Perché sono certa che i mali fisici possano derivare anche da particolari disagi emotivi, che non trovano altro modo di farsi sentire, se non attraverso il dolore fisico.

” Il sintomo guarisce l’uomo realizzando nel corpo ciò che manca alla coscienza “ Thorwald Dethlefsen

5. Respirare

Non sappiamo più respirare. Ci affanniamo, forse, ma non respiriamo. E quando stai male o provi dolore da qualche parte, uno dei pochi modi che hai per alleviare a tensione e rilassarti è respirare. Piano, senza fretta. In questo modo ti ricentri e ritrovi la calma, che normalmente lasci fuori dalla porta.

6.  Lasciarti andare.

Per una maniaca del controllo come riesco ad essere io ogni tanto, lasciar correre è un’impresa. Solo che quando hai la febbre non hai proprio le forze per controllare un bel niente. Ti devi fidare, sia di chi ti vuole aiutare, sia del fatto che prima o poi starai meglio, anche se in quel momento ti sembra che non finirà mai. (sono peggio degli uomini in questo senso :-P…. dai scherzoooooo!!!! Non posso essere peggio degli uomini……. 😀 😀 )

7. Dire di no

Se da una parte impari a lasciar andare le cose per il loro verso naturale, dall’altra impari anche a dire di no. Nuovi clienti ti chiamano perché vogliono un appuntamento immediato, un amico ti invita a cena, tua mamma ti vuole parlare del suo ultimo acquisto??

E la risposta è no, per tutti. Spieghi con calma che non è proprio il momento e che vi risentirete quando uscirai dall’Oltretomba. Se hanno abbastanza pazienza di aspettare, ottimo, se non ce l’hanno, la febbre ti è servita per fare selezione naturale, senza nemmeno perdere tempo. Meglio di così..

8. Chiedere

Mamma mia, che fatica chiedere. Parlo per me ovviamente, anche se penso che in tanti facciano fatica a domandare aiuto. A volte lo associ all’essere debole o all’ammettere di essere dipendente da altre persone. Oppure, temi il rifiuto o la delusione, cioé, che la persona cui chiedi aiuto risponda picche.

Anche in questo caso, hai poco da ragionare quando sei in stato semi comatoso: il bisogno diventa più urgente dell’orgoglio o del timore. E se non trovi aiuto da una persona, può diventare un’opportunità per chiarire con lei le reciproche aspettative, oppure puoi scoprire che qualcun altro che nemmeno pensavi è pronto a darti una mano.

E poi ti confronti con i tuoi limiti. Capisci che non sei solo al mondo e che a volte hai proprio bisogno degli altri. E che la vera natura delle persone, in fondo, è quella di essere buone e solidali (come dice il Dalai Lama nel libro L’Arte della Felicità). Se non lo sono, è perché ci sono di mezzo altre questioni. Ma di base, siamo tutti qui per sostenerci reciprocamente ed evolvere insieme.

9. La gratitudine

Sarà che essere febbricitante ti fa delirare più del previsto, ma dici grazie a tutto e tutti. Ringrazi chi ti ha comprato la Tachipirina, chi ti prepara dei tortelli appiccicosi (!!!), chi ti scrive per chiederti se hai bisogno della spesa, chi solo per sapere come stai. Ringrazi il tuo cane per essere paziente. Ringrazi per avere una casa comoda dove stare, per avere tante persone che ti vogliono bene. Ringrazi, e ti sembra la cosa più naturale del mondo.

10. Apprezzare le cose semplici

In quei momenti basta poco a tirarti su di morale: un fumetto Disney, una canzone che ti porta in posti lontani, un film che ti fa ridere tra un colpo di tosse e l’altro. Le cose semplici ti fanno sentire il conforto di cui hai bisogno e ti accorgi che hai già quello che ti serve per sentirti a casa.

11. Tagliare col passato e ricominciare, un passo più avanti

La febbre è quasi un rituale di passaggio. E’ come se il tuo corpo stesse facendo pulizia dentro di te e allo stesso tempo “affrontare” nuovi piccoli nemici aiuta a rinforzare le tue difese. Insomma, ne esci comunque cambiato. Vedi le cose passate con più lucidità e la debolezza fisica ti porta a comprendere quali sono i pensieri che ti fanno stare bene e quelli che hai bisogno di lasciar andare. Una cosa per volta, non di più.

12. Intuito e creatività

Infine, si risvegliano dentro di te intuito e idee creative (tipo, proporre dei bellissimi corsi online sul tuo sito): stare fermo col corpo potenzia la mente. Sei obbligato a ordinare i pensieri, a fare pulizia, ad ascoltarti di più, con il risultato che alcune cose magicamente trovano il loro posto e nuove illuminazioni vengono a farti visita.

E così, riparte un nuovo ciclo.

 


Vuoi leggere altro? Prova con:

 

Hai mai avuto un ‘blocco lavorativo’ per una crisi personale?

 


Sei una persona introversa? Ti suggerisco:

 

introverso corso online comunicazione - BitterSweet - Isabel Colombo

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Chi sono?

 

Isabel Colombo Comunicazione dal Cuore

Sono Isabel Colombo, una laurea in Scienze della Comunicazione e 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione.

E una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach.. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma!

Vuoi sapere qualcosa in più su di me? Leggi qua!

Gestisci il tuo tempo o la tua attenzione?
Il secondo miglior consiglio che abbia mai ricevuto.

______

Condividi questo articolo sui tuoi canali social!
Share on Facebook4Share on LinkedIn16
No Comments

Post A Comment

0

Il tuo carrello